Archivio per Settembre 2007

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12 ore al mio addio al celibato

Settembre 15, 2007

Sabato mattina, la marghe è partita. Lavatrici da fare, e un matrimonio a una settimana. Stasera, l’addio al celibato. Sono proprio curioso di sapere se i miei amici riusciranno a sorprendermi…e a lasciarmi vivo…

E ora, passando ad altro, immaginate per un attimo un mondo senza musica. ok, può bastare, adesso usciamo dalla testa di gasparri.
:) ovviamente non è mia, ma di quel gran genio di daniele luttazzi.

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un piccolo controsenso-roba di rugby

Settembre 15, 2007

Leggo oggi sui giornali dei mondiali di rugby. Anzi no, ne leggo su internet, visto che quotidiani nazionali tipo il corriere dedica a Sudafrica – inghilterra un box grande poco più di quello per chievo.modena sfida al vertice in serie B…
Ora, a prescindere dalle mazzate che ha preso l’inghilterra, campione uscente (un ottimo 36 a 0), e a prescindere dal fatto che il 76-14 dell’italia contro la nuova Zelanda è situazione ben peggiore, e sulla quale non voglio entrare visto che mi fa ancora male il cuore a pensarci, premesso che della partita dell’italia con la romania condivido il giudizio della gazzetta, la notizia di oggi è la polemica nata in Francia e che riguarda la nazionale della Marsigliese.

RESISTENZA – Sulla stampa tengono banco le polemiche. L’ultima è di oggi. Laporte, prima di giocare con l’Argentina, ha fatto leggere ai suoi giocatori la lettera scritta sul punto di morte da Guy Moquet, partigiano comunista martire, fucilato a 16 anni dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, divenuto simbolo della resistenza francese. Sarkozy lo aveva riciclato in campagna elettorale, annunciando che il 22 ottobre la famosa lettera sarà letta in tutte le aule francesi.
POLEMICA – Laporte, amico intimo del Presidente, sperava così di motivare i suoi uomini e forse di rendere un omaggio a Sarkò. Gli è andata male. “Me l’hanno fatta leggere davanti a tutti – spiega oggi il pilone Clement Poitrenaud – ma io non mi ci identifico per niente. Un conto è una partita di rugby, altra cosa è morire per la Patria. Ne siamo tutti coscienti”.

io veramente non capisco. anche perchè la lettera del povero Guy Moquet (qui nel testo originale) davvero non mi sembra adatta a stimolare qualcuno, a dare la carica, a placcare più forte e più duro. Il testo della lettera, straziante come lo può essere pensare di dover morire a 17 anni per mano di un esercito occupante, in realtà è un ultimo saluto ai propri cari, di una semplicità disarmante. ma ancora, non c’entra con una partita di rugby, che per quanto sport di combattimento, di difesa del territorio non è in ogni caso una guerra. è un gioco, bellissimo sia chiaro, ma un gioco. E di scomodare i morti non mi sembra il caso.
e voi, che ne pensate?

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passatempi

Settembre 11, 2007

è da stamattina che lavoro come una bestia, lettere, fax, raccomandate, appuntamenti… di tutto un po’. Ora che il mio folto (?) pubblico sicuramente non pagante mi reclama, io lo accontento e gli regalo un altro modo di dar sfogo ai propri istinti più bassi. La faccio rapida, che non c’è tempo da perdere: cosa c’è di meglio di sollevare la gente per aria e scagliarla a terra? Virtualmente, intendo… Ecco in soldoni questo è lo spirito di “Pillage the village”, con un annotazione: più forte li sbattete a terra (o in aria) più soldi vi frutterà la questione…

Play Pillage The Village

Più avanti ci confronteremo, io sono una schiappa come al solito. Poi c’è chi lavora molto più di me e mi manda le mail con i suoi trionfi al gioco…

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a little gossip never killed anyone

Settembre 5, 2007

Uno dice: vai a mangiare al bar, che ci sarà di male? E invece, il male c’è. No mamma, non è vero che i panini fanno male allo stomaco… Non è vero e non è per quello, e comunque tu non sai neanche cos’è un blog sicché non stai leggendo tutto questo… (forse devo ricominciare a prendere quelle pastigline che mi tengono tanto quieto) Il male, ripeto, sta nel fatto che la narrativa di accompagnamento al desco giornaliero consiste in : Gazzetta (immancabile!), Il Mattino di Padova (niente Gazzettino, forse è roba troppo seria), Gotha (mensile -?- marchetta di esercenti provinciali) e – last but not least – DiPiù. Il fatto è questo:  uno va a mangiare e magari, prima o durante il pasto, visto che è da solo, si sente più a suo agio leggendo qualcosa, anche perchè tutto ’sto panorama da rimirare o controllare non c’è. Allora, entrando – prima ancora di dire ciao alle bariste – subito butta l’occhio se il giornale è impegnato e qualche volta lo è. Visto che il mio interesse per lo sport scritto è pari a zero, e la Gazzetta è comunque molto ambita, succede che la disperazione mi faccia prendere in mano – lo confesso – DiPiù.

La riga che c’è tra questo paragrafo e il precedente consideratela un momento di suspence, di sbigottimento, di apprezzamento grave di questo outing che mai avreste pensato di udire, o forse solo di un momento di tragica compassione e humana pietas nei confronti dello scrivente; consideratela come volete ma sappiate che Luca Dorigo torna sul trono a Uomini e Donne! Cioè posso capire che il ragazzo, dopo essersela presa in quel posto due volte da una certa Amalia (sempre nella stessa trasmissione che in un periodo di incerta salute di mente o forse solo demenza postprandiale mi è successo di aver guardato), e dopo essersi visto cornificare in diretta tv in un altro reality (GF), abbia avuto un momento di sbandamento e si sia lasciato convincere a questa piccola partecipazione a La Fattoria (un reality di un certo livello, che andava talmente bene che a metà strada hanno cambiato le squadre e pure aggiunto gente, ossia Luca) nella quale giocava il ruolo che gli riesce meglio, quello di una persona buona con saldi principi. Quello che non capisco – o meglio capisco il momento conto in banca – è come possa essersi lasciato trascinare un’altra volta in un ruolo da tronista che a questo punto secondo me non si toglierà più. Vero che il forte accento veneto gli avrebbe impedito una carriera da attore, ma cristo in qualche parte del mondo li stamperanno ancora i fotoromanzi, Luca, ti fai fare due foto e finisce lì, al resto pensano gli altri: vestirti, pettinarti, cosa farti dire e non lo devi nemmeno dire, c’è un fumetto apposta… tu continui a fare le tue orette di palestra e tutto andrà bene, ok?

Dopo questa mia modesta proposta, che peraltro lascia poco spazio a ogni discussione, vi rendo edotti che non c’è solo Veronica Lario a scrivere pubbliche lettere al marito. No signori, in casa Mediaset la via segnata da Veronica inizia a essere un’autostrada: c’è passata di recente anche la moglie di Demo Morselli, che chiedeva al marito di disfarsi di qualcuno degli animali che tiene in casa. E Demo come Silvio risponde, ma senza calare le brache e gli dice che i suoi 7 pappagallini li tiene tutti e non dà via neanche un criceto, va bene?  Se poi ci fosse scritto qualcos’altro non lo so, nè so quanti siano questi “numerosi” animali nell’occhiello, so che a un certo punto ho iniziato a impallidire e a girare vorticosamente la pagine come se in me fosse in atto una trasformazione. Intanto ho sentito il bisogno di una manicure, e poi di spinzettarmi le sopracciglia. Poi,  sorpassate un paio di madonne che piangono e che concedono grazie e l’immancabile ricetta del Vip-ma chi cazzo è questo che c’ha una faccia conosciuta come quella di un vigile che ti ferma per darti una multa, che l’hai già visto da qualche parte ma che se lo ritrovi gli dai un sacco di legnate- quando il peggio sembrava passato, sfogliando sfogliando ritrovo sulle colonne di Dipiù una storia de noantri. Don Sante. Quello che pare abbia fatto un figliolo che però non lo può dire, che però lui è un prete innamorato e se io ho fatto un errore è di essermi innamorato ma non c’è un canone del codice di diritto canonico che impedisca ai preti di innamorarsi o li punisca per questo (dichiarazione realmente resa alla stampa locale)… Quello che alla fin fine non ha fatto niente di nuovo (do you remember Sophia in “La Moglie del prete”, tra l’altro ambientato anche a Padova) nè di realmente scandaloso, visto che di preti che fanno malefatte ce n’è tanti e ne fanno pure peggio di così. Ma nel DNA del cattolicesimo c’è la confessione, espii e una bella spugna divina ti ripulisce (anche il resto funziona così in Italia ma il meccanismo si chiama prescrizione )… A prescindere dal mio anticlericalismo d’acchito e da quattro soldi, quello che vi stavo raccontando è che per fortuna a quel punto il mio panino era finito, la bottiglietta d’acqua pure, ero ritornato uomo e dei dettagli della storia (o di come veniva raccontata, che poteva essere forse più interessante) non ne ho voluto sapere nulla. Ho chiuso il giornale e incredibimente rasserenato dalla pausa pranzo, ho ripreso la strada verso la tastiera, grattandomi pure un po’ dietro il culo.

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questo è troppo

Settembre 1, 2007

steven seagal suona il blues. e dice di farlo da 30 anni, vivendo a Memphis… Sì, hai capito bene : aboliremo l’ici. (no, questo non c’entra… ma ha avuto lo stesso impatto stupefacente nel momento in cui l’ho sentito; anzi, forse è stato peggio quando l’ho risentito promettere dal suo antagonista…anche perchè non aveva quella solennità da coup de theatre della prima volta. anzi, sapete cosa vi dico: meno tasse per tutti! Anche questa, l’hanno ridetta, io non so più cosa fare…) Tornando a noi. Sì, hai capito bene…Steven Seagal. Quello che nei film fa il cuoco zen intrappolato in un sommergibile pieno di terroristi e lui li mena tutti, a mazzi da 6…oppure fa l’esploratore-cooperante per una ong nell’africa e salva 10 tribù dall’attacco dei ribelli, dei governativi, delle foche volanti e delle mangrovie assassine con solo due colpi di mento. Se avete trame da suggerire, potete inventarle anche voi: basta steven seagal, qualche inverosimile ambientazione, dei terroristi (natura o religione non rilevano, potrebbero anche essere ambientalisti schizzati…basta che siano “teroristi”) e un paio d’ore di pellicola. Fica al seguito non necessaria, steven è buddista e a queste cose non ci pensa più… (ed è vero pure che è buddista). E poi cosa? vende la musica su Itunes e abbraccia i panda e lotta contro l’aids in africa? si…banane! no, ditemi che non è vero…il suo sito conferma tutte le ipotesi!

pazzesco. dopo questo, cosa scoprirò? che chuck norris fa il predicatore evangelico???

oh, cazzo. è vero anche questo: si sta battendo perchè nelle superiori degli stati uniti ci sia un corso complementare sulla bibbia… io sto blog lo chiudo, non mi fa scoprire che brutte cose…