Il manuale del trentenne disoccupato
Come diventare un bamboccione e rimanerlo a vita
credo non ci sia bisogno di dire altro oltre al titolo.
Via Vertigoz.

credo non ci sia bisogno di dire altro oltre al titolo.
Via Vertigoz.

segnalo un progetto letterario. l’ho trovato al blog di Max Mauro, un giornalista friulano di cui avevo letto un inchiesta su Diario, che non immaginavo essere ora a Berlino dopo aver vissuto in Venezuela (dice del Blog “My home is where I’m happy”: “Cronache sincere da un cortile di passaggio” è il motto che l’accompagna. La sincerità sembra essere un valore poco apprezzato di questi tempi. Viva la sincerità. Il cortile di passaggio è riferito al fatto che negli ultimi due anni assieme a Bibi abbiamo vissuto in sette case e tre paesi diversi. Un nomadismo solo in parte volontario, che ci ha condotto prima in Venezuela e ora in Germania.) . Tornando al progetto,
Sarà online tra pochi giorni Estrangeiros/Foreigners/Stranieri, un progetto letterario che dire insolito è dire poco. Lo ha pensato e voluto Daniela Abade, giovane scrittrice brasiliana già promotrice di fortunati “giochi” letterari sulla rete delle reti. Ha coinvolto altri autori di paesi diversi (sette paesi e cinque lingue) con l’idea di imbastire una storia ambientata in una città dove non sono mai stati, da qui il titolo del progetto. Ogni autore avrà una sua pagina nel sito che verrà aggiornata a cadenza almeno settimanale. Tutto questo per un anno. Per i giri imprevedibili della vita Daniela ha coinvolto anche me, con un incarico tra i più gravosi… per fortuna che è solo un gioco.
Ecco Estrangeros nei dettagli al link. Io l’ho messo tra i preferiti…

A CATTOMODERA’, FACCE RIDE
Allora ce stanno la madre e er padre de pierino che oltre a pierino cianno nantri sei figli, e siccome er padre lavora ai mercati generali e la madre fa le pulizie a la garbatella cianno li stipendi bassi per colpa der governo e de le tasse, cianno pochi sordi giusto pe pagà l’affitto di un monolocale che infatti abbitano proprio a un monolocale de trentacinque metri guadri più un servizio igienico a casalotti boccea.
Siccome di questa situazione, non cianno molto spazio pe’ sta in intimità, e ne soffrono pure perchè oltre a ‘na vita de mmerda, manco l’intimità a causa dei sei figli più un pierino, questo per via del papa che non vole che usaveno l’anticoncezzionali. Allora escogitano uno stratagemma, che sarebbe che all’ora de cena la madre fa finta de tagliarsi un dito col coltello del pane, e corre subito in bagno e il padre accorre subito subito anche lui a medicare la madre, e così in bagno all’ora de cena possono consumare l’intimità, evitando anche il problema del concepimento della vita di un settimo figlio pierino escluso tramite l’utilizzo del secondo canale.
Che infatti all’ora di cena mentre che tutti la famiglia pierina stava in cucina, che poi sarebbe il monolocale, la madre grida “Ahio, santabbarbara e santelisabbetta me so’ tagliata un dito!” e scappa in bagno tutta allarmata. Allora il padre dice “Fermi tutti figli, io che sono anche il capofamiglia vado a vede’ che s’è fatta mamma e ad accertarmi che non moia.” Che infatti va subito al bagno pure lui. Mo’ che i figli so rimasti in cucina, se senteno delle gride dal bagno tipo di dolore tipo “ah” “oh” “no” “no” “ahio” e insomma si sente la madre che si lamenta come se la medicazione der dito non sta andando proprio troppo bene. Allora Pierino che dei sette è il maggiore dice “Fermi tutti! Io che so il maggiore de tutti andrò ad accertarmi che va tutto bene”. Che infatti va ad accertarsi spiando dal buco dell’unica serratura del monolocale che sarebbe poi quella del servizio igienico. E vede la madre riversa sul lavandino e il padre che ovviamente e anticoncezionalmente (nonchè antinaturalmente) gli da dei corpi di reni che veramente sembra incazzatissimo. Tutto spaventato Pierino torna in cucina dai sei fratelli, e li avverte con un monito: “A regà, non v’azzardate a favve male, che papà ve se incula”
<!– –>
simpatica, nevvero?


la signora qui sopra, certa Andrée “Dudu” Mallah, è niente po’ po’ di meno che la mamma del Presidente dei Francesi Nicolas Sarkozy. Suo figlio, che le vuole bene, l’ha portata con sè, nella sua visita ufficiale in Cina.
E poi i mammoni siamo noi italiani…
Ps. vorrei farvi notare che la signora ha l’età media delle nostre first lady…

ecco, è qualche giorno che medito che cosa scrivere sulla ridicola richiesta di risarcimento fatta dai principi di sta fava.
c’è chi l’ha fatto come non avrei saputo fare, anche se l’ha fatto in friulano.
radici
cjâr vittorio e cjâr filiberto,
cun dute sinceritât no rivi propit a capî dute cheste animositât cuintri di voaltris e, apont, us scrîf par pandius dut il gno agrât: cu la domande di risarciment no dome o vês dismot come par meracul il sens patriotic dai talians, metint adun un paîs dividût come che al sucêt dome pai mondiâi di balon, ma o vês ancje dismot cun felicitât la mê personâl braure furlane, fasintmi visâ di trop biel che al è jessi part di une tiere e di trop biel che al è podê doprâ la lenghe di chenti. il gno agrât, duncje, al è dopli, parcè che dîus “andate a cagare” al è un grant plasê, ma dîus “risarcîtmi cheste bighe” nol à presit…grazie di cûr,
vuestri trente
via trentamarlboro . Nei commenti, se siete fortunati, potrete trovare la traduzione.

il 22 novembre del 1963 veniva ucciso JFK. giustamente, al giorno d’oggi si mette su ebay questo bel carro funebre

Chi fosse interessato ad acquistare il carro funebre che servì a trasportare la salma del presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy dovrà sborsare non meno di un milione di dollari al proprietario americano Ardeen Vaughan, un rivenditore di carri funebri di Alvarado, Texas.
Il carro funebre è un modello Cadillac bianco del 1964, con motore V8 di 340 cavalli a trasmissione automatica HydraMatic, equipaggiato all’interno con poltrone in cuoio bianco.
tenete pronti un milione di dollari e vi toglierete ’sto sfizio (sempre che ne vediate un senso, io non ce lo vedo, sinceramente).

c’è chi non si accontenta di un parapendio o di un paracadute. qui dei folgorati con una tuta da scoiattolo volante…

una: dal jet set alla provincia padovana… il sindaco di Polverara ha chiesto a Paris Hilton di far da madrina alla gallina padovana. Come mai? Per meriti acquisiti sul campo!?
due: ho scoperto sto Kelablu, che, oltre alla notizia di cui sopra, riporta una notiziona da una delle rassegne sul cioccolato a Bologna:
(…) l’assessore al Commercio tutto brand e valorizzazione del territorio: Maria Cristina Santandrea. Che ieri, a sorpresa, ha mandato i vigili urbani per ritirare da uno stand i falli di cioccolato ispirati a Rocco Siffredi ma lunghi 13 centimetri – la metà dell’originale – dicono i soliti bene-informati. “Vado dappertutto senza che nessuno si scandalizzi” ha dichiarato la cioccolatiera Cristina Merlin. “A Treviso il sindaco Gentilini si è fatto fotografare davanti al bancone con me. Poi ha comprato i “Rocco” per tutta la sua giunta. Vero è che sono leghisti…” Per l’assessore invece si tratta di pura pornografia: “Non esiste che si vendano oggetti pornografici in una rassegna dedicata ai bambini.” “Rocco” a parte, restano al loro posto tutti gli altri, sempre falli, ma più piccoli, con forme le più varie. Dal che si deduce che la pubblica decenza è indiscutibilmente una questione di centimetri.
i commenti li lascio a voi…

abbiamo una certa età e tutti noi maschi, chi più chi meno, all’ingresso del fatidico mondo del lavoro (oppure in occasione di un matrimonio) ci siamo scontrati con una – tra le altre – difficoltà. Il nodo alla cravatta. ecco, con disegni e tutto, come fare…