e io me ne fotto.
sarebbe stato bello fare un post così, due righe e via. ma alla fine, siccome vedo che gli aficionados cliccano e cercano di leggermi non trovando niente di nuovo, faccio alcuni aggiornamenti.
domenica sera ho visto irina palm. consiglio assolutamente. (una recensione, volendo, la trovate qui)
continuo a girovagare a casa di amici e montare mobili ikea. a proposito, la pagina di wikipedia (quella in inglese) è fantastica. un riassunto per voi? ecco: i nomi hanno un senso. i letti, per esempio, sono posti in norvegia. le sedie, posti in finlandia. solo che i nomi non hanno sempre lo stesso significato:
A well known example was the bed frame GUTVIK. As the word can be pronounced Gootfick it invites German-speaking people to understand it like gut fick which is somewhat close to “good fuck” in German.
e lasciando da parte tutta la questione dei paradisi fiscali e della più grande fondazione di beneficenza del mondo (anche più di quella di Bill Gates!) che di beneficenza non ne fa poi tanta (per tacere della giovanili simpatie naziste del fondatore), ci sono almeno un paio di aneddoti nel fronte “community impact” che valgono un minuto del nostro tempo.
- In Saudi Arabia three people were crushed to death in September 2004 when IKEA offered a limited number of free $150 vouchers.
- The IKEA store in Jeddah used to be a popular place for flirting for unmarried couples, a practice strictly forbidden by Saudi rigorous religious law. The religious police would then frequently raid the IKEA store to lecture patrons or chastise them on what is considered indecent or inappropriate behaviour.