Il manuale del trentenne disoccupato
Come diventare un bamboccione e rimanerlo a vita
credo non ci sia bisogno di dire altro oltre al titolo.
Via Vertigoz.

credo non ci sia bisogno di dire altro oltre al titolo.
Via Vertigoz.

A CATTOMODERA’, FACCE RIDE
Allora ce stanno la madre e er padre de pierino che oltre a pierino cianno nantri sei figli, e siccome er padre lavora ai mercati generali e la madre fa le pulizie a la garbatella cianno li stipendi bassi per colpa der governo e de le tasse, cianno pochi sordi giusto pe pagà l’affitto di un monolocale che infatti abbitano proprio a un monolocale de trentacinque metri guadri più un servizio igienico a casalotti boccea.
Siccome di questa situazione, non cianno molto spazio pe’ sta in intimità, e ne soffrono pure perchè oltre a ‘na vita de mmerda, manco l’intimità a causa dei sei figli più un pierino, questo per via del papa che non vole che usaveno l’anticoncezzionali. Allora escogitano uno stratagemma, che sarebbe che all’ora de cena la madre fa finta de tagliarsi un dito col coltello del pane, e corre subito in bagno e il padre accorre subito subito anche lui a medicare la madre, e così in bagno all’ora de cena possono consumare l’intimità, evitando anche il problema del concepimento della vita di un settimo figlio pierino escluso tramite l’utilizzo del secondo canale.
Che infatti all’ora di cena mentre che tutti la famiglia pierina stava in cucina, che poi sarebbe il monolocale, la madre grida “Ahio, santabbarbara e santelisabbetta me so’ tagliata un dito!” e scappa in bagno tutta allarmata. Allora il padre dice “Fermi tutti figli, io che sono anche il capofamiglia vado a vede’ che s’è fatta mamma e ad accertarmi che non moia.” Che infatti va subito al bagno pure lui. Mo’ che i figli so rimasti in cucina, se senteno delle gride dal bagno tipo di dolore tipo “ah” “oh” “no” “no” “ahio” e insomma si sente la madre che si lamenta come se la medicazione der dito non sta andando proprio troppo bene. Allora Pierino che dei sette è il maggiore dice “Fermi tutti! Io che so il maggiore de tutti andrò ad accertarmi che va tutto bene”. Che infatti va ad accertarsi spiando dal buco dell’unica serratura del monolocale che sarebbe poi quella del servizio igienico. E vede la madre riversa sul lavandino e il padre che ovviamente e anticoncezionalmente (nonchè antinaturalmente) gli da dei corpi di reni che veramente sembra incazzatissimo. Tutto spaventato Pierino torna in cucina dai sei fratelli, e li avverte con un monito: “A regà, non v’azzardate a favve male, che papà ve se incula”
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simpatica, nevvero?

il 22 novembre del 1963 veniva ucciso JFK. giustamente, al giorno d’oggi si mette su ebay questo bel carro funebre

Chi fosse interessato ad acquistare il carro funebre che servì a trasportare la salma del presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy dovrà sborsare non meno di un milione di dollari al proprietario americano Ardeen Vaughan, un rivenditore di carri funebri di Alvarado, Texas.
Il carro funebre è un modello Cadillac bianco del 1964, con motore V8 di 340 cavalli a trasmissione automatica HydraMatic, equipaggiato all’interno con poltrone in cuoio bianco.
tenete pronti un milione di dollari e vi toglierete ’sto sfizio (sempre che ne vediate un senso, io non ce lo vedo, sinceramente).

On a rooftop Manhattan
One in the morning
You said something
That I’ve never forgotten
mentre pj mi racconta di manhattan, io pedalo. Leggero, in questa notte di ghiaccio. Contento, tutto sommato. Devio la marcia della mia consunta bici e sfioro una 500 bianca, di quelle vecchie. Esprimo un desiderio. Alcuni secondi, di nuovo una 500, gialla. Un’altra carezza, un altro desiderio. Felice, tutto sommato. ancora una rotonda. La strada di casa. Io, fermo davanti al cancello di casa, e le chiavi da qualche parte dentro il mio giaccone invernale. Sta cazzo di chiave nera, dov’è?
All’inizio della strada, una pattuglia di vigili avanza lentamente, inesorabilmente. Oh. I vigili. Sul lato opposto della strada, la mia polo. con due ruote in un parcheggio proibito. Trovata. I vigili passano. Si, ma infilarla è un’impresa, da ubriachi. Sembri proprio un cazzo di sospetto, con sto cappuccio tirato su, che trabatti davanti al cancello. Si trattengono qualche attimo in più allo stop. Se ti fermano, sei nella merda. se tornano indietro sei nella merda. se sposti la macchina e sei ubriaco, sei nella merda. Sta cazzo di chiave è entrata finalmente. oh, cazzo.
alcuni attimi di smarrimento totale.
oh. cazzo.
rumore di metallo, ma niente riflessi.
Possibile che sulla porta di casa, dopo avere espresso due desideri, e uno dei quali riguarda la mia relazione, perda la fede?
no, per dire di come un rumore, il rumore della tua fede che cade, possa significare anni di vita che passano.
ah, alla fine la polo l’ho spostata, c’era un parcheggio nella via di fianco.

ecco, oggi parliamo di una cosa importante. la cacca. in particolare, di quest’ampio argomento, vorrei farvi capire con l’aiuto di questo filmato come le ideologie non sono morte, anzi.
dopo che lo avete visto, vorrei che gioiste con me. ho finalmente capito perchè lascio queste strisciate imbarazzanti epicamente sproporzionate quando vado al bagno. ho un cesso alla tedesca! ecco perchè! dopo un primo iniziale scoramento (perchè vi assicuro che ogni volta molto dell’evacuato si “tratteneva” a dialogo con la porcellana), ne avevo dedotto dall’esperienza che il ripetersi del fenomeno doveva in qualche modo dipendere dalla forma del cesso stesso. Ma ora! Ora sò. La mia vita è diversa, cambiata. Tra l’altro, so che questo tipo di cesso può scombinare gli equilibri psicologici del cagante (inteso quale soggetto che caga: forse è un neologismo, ma non importa), dal momento che non tutti sono a proprio agio con quello che resta di intingoli e manicaretti vari. Anzi, mi dicono che non tutti guardano con interesse alla propria produzione, né urlano da una stanza all’altra alla propria moglie “Amoreeeeeeeeeeeee, vieni a vedere che boa sta risalendo la corrente!”. Mi risulta che – anche con differenti tipologie di water, ontologicamente meno predisposte alla visione che ci occupa – ci siano persone che si girano e tirano lo sciacquone ad occhi chiusi. Ecco, per dire quanto il mondo sia vario.
Da un certo punto di vista, quindi, ora che so che il proprietario aveva aderito all’ideologia tedesca, molto sana (il controllo sui vermi o su eventuali anomalie dello stronzo), la mia vità è veramente veramente diversa. Ah. e dato che ci siamo, vorrei dire che a me il cesso alla turca mi fa cagare. mi indispone… comunque vada, troppe variabili da tenere sotto controllo, e uno schizzetto di (possiamo dirlo?) piscio mettila come ti pare ma ti colpirà.
E voi? Cosa ne pensate?

un tumbler de noantri.
1. industriale vive da operaio e finisce i soldi il 20 del mese. di buono c’è che almeno ha aumentato gli stipendi alle sue operaie.
2. un calendario per aumentare l’autostima delle aborigene. ma non bastava mandargli benessere, che con due tette specie se grosse lancia certe occhiate che tolgono pure la verginità? (e come lui, quanti ne conosco!)
3. 570 euro spesi male al Molino Stucky: vedi cosa ti succede a non fare la spremuta a un critico e dargli – poverino – del succo di arancia industriale?
4. la nonna di giletti ha respinto hemingway, titola Libero: come dice bene luca sofri “Cuore è morto” e noi aggiungiamo peccato davvero…ma finchè c’è libero…
5. non chiamare il dentista, passami le pinze: articolo di time che fa capire che non c’è solo l’italia a fare i conti con il 27 del mese.
6. sempre dal time, un articolo quasi di costume circa le recenti mosse di steve jobs. l’autore si preoccupa, con ironia, che steve si stia rammollendo e chiude con un geniale: “what’’s next, a two button mouse?” (questa ora la capisce anche il mio dentista, recentemente convertitosi!)

nel patetico tentativo di vedervi interagire, continuo anch’io quello che è stato correttamente definito “dialogo tra ubriachi“, per segnalarvi questa cosa qui. si tratta di una ballerina che gira, o meglio di un esperimento di psicologia.
ora guardatela, senza sapere come la penso io.
mi dice il sito che io sarei portato più per “filosofia e religione”. il problema è che dice che non è che capisco, ma ci arrivo (credo sia questa la traduzione per “can “get it” i.e. the meaning”, in contrapposizione con “can comprehend”). no, quello che mi manda veramente via di testa è che il sito ti dice che con grande concentrazione puoi vedere cambiato il senso di rotazione, ma per me non c’è verso (BATTUTONE! ahahaha)
ora si apre il sondaggione, mentre io ho la sensazione che perderò la mattina dietro a sta cazzata…
ps. comunque, mentre leggo di qualcuno che vede la gente pranzare all’aperto (poverino, stà a roma!) a casa mia fa freddo, e il mio patetico tentativo di sfiatare i termo non sembra abbia prodotto risultati tangibili. neanche due goccine d’acqua a dir la verità (parentesi: già ho problemi a capire in che senso si avvita e si svita, ho pure due dita mezze malandate per lo sforzo immane). il fine settimana si preannuncia forzatamente casalingo, dal momento che devo ridare la macchina alla mia mamma. devo iniziare a preoccuparmi?
qua, mi sa che i coniugi prenderanno la biciclettina e via, verso l’ikea o qualche altra struttura climatizzata. la tristezza fatta weekend…

Uno dice: vai a mangiare al bar, che ci sarà di male? E invece, il male c’è. No mamma, non è vero che i panini fanno male allo stomaco… Non è vero e non è per quello, e comunque tu non sai neanche cos’è un blog sicché non stai leggendo tutto questo… (forse devo ricominciare a prendere quelle pastigline che mi tengono tanto quieto) Il male, ripeto, sta nel fatto che la narrativa di accompagnamento al desco giornaliero consiste in : Gazzetta (immancabile!), Il Mattino di Padova (niente Gazzettino, forse è roba troppo seria), Gotha (mensile -?- marchetta di esercenti provinciali) e – last but not least – DiPiù. Il fatto è questo: uno va a mangiare e magari, prima o durante il pasto, visto che è da solo, si sente più a suo agio leggendo qualcosa, anche perchè tutto ’sto panorama da rimirare o controllare non c’è. Allora, entrando – prima ancora di dire ciao alle bariste – subito butta l’occhio se il giornale è impegnato e qualche volta lo è. Visto che il mio interesse per lo sport scritto è pari a zero, e la Gazzetta è comunque molto ambita, succede che la disperazione mi faccia prendere in mano – lo confesso – DiPiù.
La riga che c’è tra questo paragrafo e il precedente consideratela un momento di suspence, di sbigottimento, di apprezzamento grave di questo outing che mai avreste pensato di udire, o forse solo di un momento di tragica compassione e humana pietas nei confronti dello scrivente; consideratela come volete ma sappiate che Luca Dorigo torna sul trono a Uomini e Donne! Cioè posso capire che il ragazzo, dopo essersela presa in quel posto due volte da una certa Amalia (sempre nella stessa trasmissione che in un periodo di incerta salute di mente o forse solo demenza postprandiale mi è successo di aver guardato), e dopo essersi visto cornificare in diretta tv in un altro reality (GF), abbia avuto un momento di sbandamento e si sia lasciato convincere a questa piccola partecipazione a La Fattoria (un reality di un certo livello, che andava talmente bene che a metà strada hanno cambiato le squadre e pure aggiunto gente, ossia Luca) nella quale giocava il ruolo che gli riesce meglio, quello di una persona buona con saldi principi. Quello che non capisco – o meglio capisco il momento conto in banca – è come possa essersi lasciato trascinare un’altra volta in un ruolo da tronista che a questo punto secondo me non si toglierà più. Vero che il forte accento veneto gli avrebbe impedito una carriera da attore, ma cristo in qualche parte del mondo li stamperanno ancora i fotoromanzi, Luca, ti fai fare due foto e finisce lì, al resto pensano gli altri: vestirti, pettinarti, cosa farti dire e non lo devi nemmeno dire, c’è un fumetto apposta… tu continui a fare le tue orette di palestra e tutto andrà bene, ok?
Dopo questa mia modesta proposta, che peraltro lascia poco spazio a ogni discussione, vi rendo edotti che non c’è solo Veronica Lario a scrivere pubbliche lettere al marito. No signori, in casa Mediaset la via segnata da Veronica inizia a essere un’autostrada: c’è passata di recente anche la moglie di Demo Morselli, che chiedeva al marito di disfarsi di qualcuno degli animali che tiene in casa. E Demo come Silvio risponde, ma senza calare le brache e gli dice che i suoi 7 pappagallini li tiene tutti e non dà via neanche un criceto, va bene? Se poi ci fosse scritto qualcos’altro non lo so, nè so quanti siano questi “numerosi” animali nell’occhiello, so che a un certo punto ho iniziato a impallidire e a girare vorticosamente la pagine come se in me fosse in atto una trasformazione. Intanto ho sentito il bisogno di una manicure, e poi di spinzettarmi le sopracciglia. Poi, sorpassate un paio di madonne che piangono e che concedono grazie e l’immancabile ricetta del Vip-ma chi cazzo è questo che c’ha una faccia conosciuta come quella di un vigile che ti ferma per darti una multa, che l’hai già visto da qualche parte ma che se lo ritrovi gli dai un sacco di legnate- quando il peggio sembrava passato, sfogliando sfogliando ritrovo sulle colonne di Dipiù una storia de noantri. Don Sante. Quello che pare abbia fatto un figliolo che però non lo può dire, che però lui è un prete innamorato e se io ho fatto un errore è di essermi innamorato ma non c’è un canone del codice di diritto canonico che impedisca ai preti di innamorarsi o li punisca per questo (dichiarazione realmente resa alla stampa locale)… Quello che alla fin fine non ha fatto niente di nuovo (do you remember Sophia in “La Moglie del prete”, tra l’altro ambientato anche a Padova) nè di realmente scandaloso, visto che di preti che fanno malefatte ce n’è tanti e ne fanno pure peggio di così. Ma nel DNA del cattolicesimo c’è la confessione, espii e una bella spugna divina ti ripulisce (anche il resto funziona così in Italia ma il meccanismo si chiama prescrizione )… A prescindere dal mio anticlericalismo d’acchito e da quattro soldi, quello che vi stavo raccontando è che per fortuna a quel punto il mio panino era finito, la bottiglietta d’acqua pure, ero ritornato uomo e dei dettagli della storia (o di come veniva raccontata, che poteva essere forse più interessante) non ne ho voluto sapere nulla. Ho chiuso il giornale e incredibimente rasserenato dalla pausa pranzo, ho ripreso la strada verso la tastiera, grattandomi pure un po’ dietro il culo.


dove il dente e via dicendo. fatto sta che qui il problema non è il male, per il momento sopportabile, grazie a una 40ina di ore consecutive di applicazione di ghiaccio sulla zona. Eh no, qui il problema nasce dalla circostanza che – grazie alla meritoria opera del mio amico scacchista (nonchè proprietario del bell’oggetto che vedete qui sopra) – sono al 4° giorno consecutivo di alimentazione a gelati. e mi son rotto il ca..
Gli antibiotici, e il loro renderti mellifluo, se vi è chiaro cosa intendo, fanno il resto.
In più, mi muoiono bergman e antonioni mentre non ho nemmeno la tv a casa per via del trasloco, e a malapena ne leggo oggi su qualche blog. Casa che, per via del trasloco, assume ancora pienamente la forma del blob di scatoloni, visto che il guardaroba pax (ikea ça va sans dire) da solo proprio non è possibile montarlo: te lo disegnano anche loro, con il bravo ometto e la brava donnina… e tra l’altro, va notato lo strisciante maschilismo secondo il quale l’uomo avvita e la donna appoggia e sostiene. il che va benissimo quando si parla di sesso (meno se si parla di tette, obbietteranno le donne)… e se due fossero gay, o coppie nelle quali le abilità siano diversamente – o equamente – distribuite ?
da ultimo, visto che l’avevo promesso alla chiara, butto qui sotto la regina del pop, madonna, che canta insieme ai gogol bordello.

SCIENZIATI PROVENIENTI DA UN ALTRO PIANETA HANNO CREATO LA VITA SULLA TERRA GRAZIE ALL’INGEGNERIA GENETICA.
Possiamo trovare le tracce di quest’epico capolavoro di creazione in tutti gli scritti religiosi. È a loro che Mosè, Gesù, Buddha e Maometto si riferivano. Ora è tempo di accoglierli.
COSA ACCADDE?
Il 13 dicembre 1973 Rael, a quell’epoca giornalista in Francia, venne contattato da un visitatore proveniente da un altro pianeta che gli chiese di costruire un’Ambasciata per accogliere questi esseri al loro ritorno sulla Terra.
L’extraterrestre era alto circa un metro e venti, aveva lunghi capelli neri, occhi a mandorla, carnagione olivastra e trasmetteva armonia ed umorismo. Rael lo ha recentemente descritto dicendo molto semplicemente , “Se camminassimo per la strada in Giappone, non verrebbe nemmeno notato.” In altre parole, ci assomigliano e noi somigliamo loro. Infatti siamo stati creati “a loro immagine” come spiegato nella Bibbia.
Egli disse a Rael:
“Noi siamo coloro che hanno creato la vita sulla Terra,”
“Ci avete presi per Dei”
“Noi siamo all’origine delle vostre principali religioni”
“Adesso che siete abbastanza maturi da comprendere tutto ciò, vorremmo stabilire un contatto ufficiale attraverso un’Ambasciata”
la cosa geniale di tutto questo è che non l’ho scritto io, ma loro…