Archivio per la categoria ‘avvocati’

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come stanno le cose

Maggio 16, 2008

avete presente quelle immagini di avvocati in carriera belle macchine belle donne e anni 80?

chi mi conosce sa che la realtà non è questa. beh, almeno la mia e quella della maggior parte dei colleghi. però la mia non è l’unica realtà… quelli veramente fighi e che lavorano per gli studi più grossi (tendenzialmente a milano e a roma), presa l’abilitazione arrivano a cifre ben diverse dalla mia dichiarazione dei redditi. vero anche che le parole domenica o notte non stanno necessariamente accoppiate alla parola riposo, che il concetto di vita privata è un qualcosa che ci teniamo per la prossima vita, che… l’uva è acerba, disse la volpe.

i dettagli:

PIOGGIA DI SOLDI SUGLI ASSOCIATE

Le tasche degli associate degli studi d’affari presenti in Italia sono sempre più piene. È quanto emerge dalle stime dell’ultimo Rapporto sulle retribuzioni in Italia degli associate stilato dal centro studi di TopLegal, pubblicato sul numero di maggio attualmente in edicola. Le retribuzioni sono diventate un’arma indispensabile per gli studi al fine di conquistare sul mercato le professionalità più brillanti. Ne è una prova il fatto che nell’ultimo anno uno studio su due ha aumentato il compenso annuo corrisposto ai propri collaboratori, soprattutto a quelli che si trovano in una fase di inizio carriera.

Cleary Gottlieb si conferma come lo studio che tratta meglio le proprie new entry, prevedendo un compenso annuo pari a 75 mila euro. A seguire, Linklaters che ha innalzato lo stipendio annuo del giovane avvocato al primo anno di attività fino a 60 mila euro. Una mossa che ha consentito allo studio guidato da Andrea Arosio (in foto) e Sarosh Mewawalla di ampliare l’organico complessivo dello studio da 12 a oltre 50 professionisti. Tra gli italiani a distinguersi è Lombardi Molinari che corrisponde all’avvocato al primo anno di attività un compenso annuo compreso tra i 40 e i 45 mila euro.
Tra gli studi che hanno aumentato in misura maggiore i compensi ai collaboratori rispetto allo scorso anno, (si veda TopLegal n. 1/2007) Carnelutti Studio Legale Associato, che ha innalzato la retribuzione “di ingresso” di un avvocato da 25 fino a 40 mila euro, e NCTM, la cui prima fascia è passata da 30-35 mila a 36-42 mila euro.
I tre studi del “magic circle” italiano, ovvero Chiomenti, Gop e Bep, corrispondono alle new entry un compenso annuo rispettivamente pari a 43, 42 e 40 mila euro.
via toplegal.
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serving coffee for the rich and powerful – a pupil’s view

Novembre 14, 2007

paura. paura, e ammirazione. sostanzialmente, il mondo giuridico anglosassone è molto più avanti nella comunicazione di quanto non lo sia quello italiano (ricordo che il times ha una sezione del sito che riguarda il diritto, annessi e connessi): così, è più facile trovare blog giuridici. In italia, gli avvocati che tengono un blog non sono molti ( almeno, a quanto mi risulta…): ricordo minotti, sforza, etienne64, e l’avvocato d’affari duchesne, con il suo studio illegale.

L’ultimo, più che offrire considerazioni giuridiche, in realtà offre uno sguardo disincantato sul “fatato” mondo delle law firm de noantri. E racconta di spintoni, cinismo davanti alla macchina del caffè, serate tra colleghi… Ma è un blog del times che mi ha fatto scrivere questo post: babybarista. Questo è un praticante (di un certo livello, ça va sans dire) di uno tra i più esclusivi studi di Londra. E fino a qui, tutto bene, niente di nuovo. Il fatto è che questo collega, richiesto da più parti – causa blog- di fornire consigli ad altri praticanti, cos’ha fatto? ha detto, sì certo benissimo. Sono £10.000 (sterline, sia chiaro) per un incontro di mezz’ora alla settimana in cui ti insegno i trucchetti per sgambettare i tuoi concorrenti. (vero che dura tutto un anno.vero che è tariffa no win no fee, se non vinci non paghi). Altro che pratica, questo sì che è avanti…anche se un po’ mi fa paura.

ps. anzi, mi dovete 5000 euro per questa mia esperienza che vi ho trasmesso.mentre apro la mia società, siete pregati di versarli sul mio conto corrente personale.

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fun home e la ruota della vita

Novembre 5, 2007

da questo grigio lunedì di novembre, vi racconto di un libro che ho regalato alla marghe (e che ho finito prima di lei) che mi ha piacevolmente colpito. Fun Home è l’autobiografia a fumetti di una disegnatrice di fumetti, scritto come si scrive un libro ma con la forza delle immagini; un percorso di consapevolezza sul rapporto con la propria famiglia (e il padre, in particolare) che sa penetrare i segreti di una crescita. Bello, molto.
Di questi tempi, spesso mi sento dire che gestire i rapporti con i propri genitori è proprio segno dell’essere diventati adulti. Lo credo anch’io, anche se purtroppo mi vedo incapace di governare come vorrei i rapporti con chi mi ha generato. E un pezzo di
grigiore di questa giornata arriva, vuoi o non vuoi, da una semplice “commissione” che mi hanno dato proprio loro: redigere un ricorso per separazione consensuale. la loro.

Ma il fatto che i miei decidano di separarsi pochi mesi dopo avergli comunicato la mia intenzione di sposarmi lo vedo ironico solo io? e non trovate che ci sia dell’assurdo nel fatto che non si rivolgeranno ad alcun avvocato per la redazione del ricorso, ma che lo facciano fare a me, come potrebbero farmi portare i vestiti in lavanderia o comprare un accessorio per il computer, e con la stessa leggerezza? Poi uno dice che deve andare in terapia per cose così e mi sa che c’ha ragione.

o sennò potrei andare a spellarmi le ginocchia giocando a bike polo… in inghilterra va di nuovo di moda (dopo un exploit chic neglii anni ‘30 del ventesimo secolo), chissà se qui succederà lo stesso… siamo molto molto distanti, ho idea, ma qualcosa cambierà se al bycicle film festival proiettano un corto su uno degli eventi di strada più importanti del genere. Comunque, personalissimamente mi guardo ancora dalla ruota fissa, almeno per il momento… ma l’idea non mi dispiace…

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agosto.

Agosto 24, 2007

allora. da dove cominciamo? giorni e giorni di assenza, nemmeno un avviso (ma nemmeno un vostro insulto per questa latitanza quasi forzata…sicchè tanto male non ci siete restati) e ora torniamo qui. in questo studio fatto di fascicoli rossi e carte che si accumulano. A una professione sulla quale mi interrogo, costantemente, e che talvolta mi sembra non essere quella che tutti i giorni vedo e che tutti i giorni vorrei. Nel frattempo, ho finito un libro (“Avvocatino, impara!”) che dovrebbero consigliare ai corsi di deontologia: per chi fosse interessato, qui lo trovate in pdf, visto che non lo stampano più (ed è un vero peccato).

Ancora: meno di un mese al mio matrimonio. centinaia di dettagli da curare e seguire passo passo, che mi hanno portato in questi giorni di “ferie” a stare a siena e zigzagare tra un noleggio coperture per esterni e il catering, le forniture di tovaglie e le tipografie… Non pensavo fosse una cosa tanto complicata. E probabilmente nemmeno lo è, c’è solo dell’inesperienza da parte mia nella faccenda, visto che riesco a stento a ricordare quale sia l’ultimo matrimonio cui ho partecipato, e di sicuro è successo prima dei miei 18 anni, ossia da lattante. E come tale, non è che uno presti tutte ste attenzioni… umore alto, comunque, malgrado la carica di stress da ricerca della soddisfazione collettiva. Quanto alle implicazioni sentimentali della faccenda, c’è poco da fare, la cosa non mi spaventa e anzi, dopo il trasloco, inizio a vedere come sia cambiata la relazione tra me e lei, dopo che il 9 marzo 2007 l’ho chiesta in sposa, nel ristorante (o meglio l’osteria, visto che è Monsieur Tartare) dove eravamo stati la prima volta a cena. Insomma, una nuova avventura è cominciata, e a me non par vero…

A Siena, poi, ho pure visto il Palio dalla piazza, facendo montagne di foto che presto vedrete finire su flickr (il fatto che siano tante non implica che sono/saranno anche belle…me lo dico da me!).

Dalla settimana prossima, prometto più cazzate per tutti! Ma ogni tanto, vado sul personale anch’io…

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polemiche/2

Maggio 28, 2007

io avrò anche tempo da perdere. ma c’è chi non ci sta proprio con la testa.

“Il parroco che celebra la messa non rispettando l’orario concordato con i fedeli, in suffragio di un loro defunto, non è tenuto a risarcire alcun danno.

Così ha deciso la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, nella sentenza 27 marzo 2007, n. 7449.”(se interessa)

ma io dico: possibile che con tutti i problemi che il mondo del diritto contempla, la cassazione debba perdere tempo in questa maniera? Questo perchè il prete ha detto messa alle 8.30 invece che alle 18.30? Ma come si fa a fare una causa così?

secondo me, la risposta è che l’avvocato l’ha fatta per sè…

e dato che ci siamo, sono pure molto contento che l’abbia persa!

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varie ed eventuali

Maggio 10, 2007

il lavoro ti stressa? esternalizzalo! lo mandi in india, e loro te lo svolgono. esempio, tratto da un tizio che ha fatto i soldi con il best seller “The 4-hour workweek” – che già la dice lunga sul discorso “compra il libro e lavora di meno” (non vorrei arrivasse nelle mani sbagliate, tipo ministeri e cose così…). praticamente esistono siti come questo che ti offrono un personal remote assistant: cioè uno che scrive le mail al posto tuo, che ordina i dati e li analizza…il tipo dell’esempio, per stare sicuro, ha anche chiesto alla tipa di preoccuparsi dei cazzi suoi. tipo : “quando hai 5 minuti, non è che ti fai venire i miei pensieri?”. dice che poi quando sono venuti a lui, dopo un attimo si è detto che c’era già la tipa in india che si preoccupava per lui, e quindi si è rilassato moltissimo!

[chiaramente qui l'invidia, per quelli che lavorano come schiavi dall'altra parte del globo al posto tuo per un tozzo di pane è tanta. io - tanto da praticante che da avvocato - faccio la fame e basta! in più sti bastardi parlano in inglese quindi mica posso esternalizzare il mio di lavoro! ]

peraltro tito, c’è chi ha lezioni di fantasia da dare a tutti quanti: questo ha messo su ebay l’amico immaginario! E si che pensavo che tu fossi più avanti degli altri la volta che al banale avevi fatto finta di essere un conte…

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mousse t: ovvero la rivincita delle lobby della musica

Maggio 9, 2007

signore e signori, vi informo che il p2p è morto. o se non è morto, poco ci manca…

il noto dj di cui sopra, dopo essere stato molto horny, ha una sua etichetta, tale Peppermint.

a nome e per conto di questa società, una società svizzera ha individuato gli IP degli utenti di emule o gnutella che avessero in condivisione le canzoni del turco di cui sopra. Con questi IP e i dati di riferimento (canzone, data, hashset…) hanno dato mandato a diversi avvocati in tutta europa, italia compresa.

Questi, nel caso italiano, si sono rivolti al giudice per farsi dare i nomi che corrispondono all’IP “incriminato” e il giudice in più occasioni gli ha dato ragione, ordinando ai provider l’esibizione ex art. 156 e 156 bis l.d.a. dei nomi…Quindi, sono partite 3636 raccomandate in cui si dice – per restare veramente terra terra – dammi 330 euri a parziale risarcimento del danno, cancella i file e firma ’sta transazione che poi – per questa canzone – sei a posto così.

ho letto le ordinanze e la legge. vedo la morte del p2p aleggiare…

un riassunto delle tonnellate di post da p2pforum, lo trovate in questa news di punto informatico.

sono sconvolto, non c’è che dire.

Aggiornamento: prima di cliccare i link di cui sopra, ho scritto un altro post dal titolo “otto & la privacy: aggiornamento

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che s’à da fà pe’ campà…

Maggio 7, 2007

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il prode den harrow, nella sua ultima protesta civile. Il problema dei padri separati è serio, anche perchè il giudice nella quasi totalità dei casi provvede all’assegnazione alla madre…

<<Il giudice, al termine dell’udienza, ha raccontato oggi il cantante, avrebbe detto: «Qua non siamo all’Isola dei famosi, lei è un uomo troppo fragile per vedere una figlia».>>

e che non stia tanto bene (“troppo fragile”, l’eufemismo di rito) insomma, è quasi fatto notorio: l’osservazione sull’isola credo sia stata sufficiente per stabilirlo, in primis agli altri partecipanti…e poi a tutti gli spettatori. A me la protesta non è piaciuta più di tanto: uno, perchè ha cercato di sfruttare una popolarità (che in italia non si nega a nessuno) per scopi esclusivamente personali, anche se nobili. due, perchè se un giudice ha stabilito così, la protesta non serve a niente: o pensava che incatenandosi e scrivendo due cartelli il giudice avrebbe modificato la propria ordinanza? sinceramente, non credo sia in grado di scatenare un pressione dell’opinione pubblica tale da far gridare all’ingiustizia e allo scandalo e far cambiare il verdetto del giudice. (senza farvi pippe in diritto sulla natura sempre modificabile di questo tipo di decisioni del giudice…)

però io dico: 6 consapevole di essere un personaggio pubblico? credo di sì, caro stefano zandri. e allora, visto che ti fai pure intervistare da capitan ventosa, che non credo passi spesso per Rezzate (BS), luogo della protesta, cosa ti costava rifare il cartello quando hai visto che incensurato non ci stava. dai, neanche alle elementari…

ps. non guardate spiderman 3. è veramente terrificante per pochezza, tanto quanto il costume di capitan ventosa è ridicolo…

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nolite giudicari

Aprile 13, 2007

Scriveva Sciascia, nel 1986, sulla rivista Il giudice:

“Un giovane esce dall’Università con una laurea in giurisprudenza; si presenta ad un concorso; lo supera svolgendo temi inerenti astrattamente al diritto: e da quel momento entra nella sfera di un potere assolutamente indipendente da ogni altro che sia possibile conseguire attraverso un corso di uguale durata, attraverso un’uguale intelligenza e diligenza di studio, attraverso un concorso superato con uguale quantità di conoscenza dottrinaria e con uguale fatica. Ne viene il problema che un tale potere – il potere di giudicare i propri simili – non può e non deve essere vissuto come potere. La scelta della professione di giudicare dovrebbe avere radice nella repugnanza a giudicare, nel precetto di non giudicare; dovrebbe cioè consistere nell’accedere al giudicare come ad una dolorosa necessità, nell’assumere il giudicare come un continuo sacrificarsi all’inquietudine, al dubbio.
Non da questo intendimento i più sono chiamati a scegliere la professione di giudicare. Tanti altri sono gli incentivi, e specialmente in un paese come il nostro. Ma il più pericoloso di tutti è il vagheggiare questo grande potere come un potere fine a se stesso o finalizzato ad altro che non sia quello della giustizia secondo lo spirito e la lettera della legge. L’innegabile crisi in cui versa l’amministrazione della giustizia deriva principalmente dal fatto che una parte della magistratura non riesce a introvertire il potere che le è assegnato, ad assumerlo come un dramma, a dibatterlo ciascuno nella propria coscienza, ma tende piuttosto ad estrovertirlo, ad esteriorizzarlo, a darne manifestazioni che sfiorano, o addirittura attuano, l’arbitrio. Quando i giudici godono il proprio potere invece di soffrirlo, la società che a quel potere li ha delegati, inevitabilmente è costretta a giudicarli”.

Ovviamente, chapeau.

Ringrazio della citazione Luca Sofri, che quota Macchianera, in un post dedicato al magistrato del momento. Che poi rileva fin là, il male è antico (do you rememeber Di Pietro?) e forse inestirpabile. Che poi io sia un avvocato, rileva fin là…

ps. perdonatemi il momento di serietà, ma anche i passatempi hanno i loro momenti bui…

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giuralo!

Aprile 11, 2007

da un certo punto di vista, oggi è un giorno epocale: ho prestato giuramento!

Non mi stupisce andare a scoprire su wikipedia, che l’avvocato, nei secoli, ha sempre prestato una qualche forma di giuramento. Quello attuale, linkato nella versione del tribunale di monza, riguarda “lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia e gli interessi superiori della nazione“. Se sia o meno attuale, non sta a me giudicare, certo è che tre anni di questo lavoro mi fanno dire che la giustizia è poco più di un ministero!

da un altro punto di vista: da oggi c’è un avvocato in più. e capirai che guadagno per il mondo!