Archivio per la categoria ‘cibo’

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2days, fragments of – (a very personal post)

Febbraio 1, 2008

ritorno alla postazione lavorativa e non resisto.

vi voglio raccontare questi due giorni. ho viaggiato: non granchè, in realtà, fino a terni e ritorno…ma quel che conta è che sono stati momenti emozionanti, e questi sono dei frammenti, seppure in ordine sparso.

il treno, sì. alle volte il treno è proprio il mezzo giusto. è il mezzo giusto per indignarsi di suonerie troppo alte, per sorridere a una bambina di 20 mesi che con il rumore del suo ciuccio ritrova pace, e occhi curiosi per sgattaiolare ciondolando di qua e di là… un secondo prima nella disperazione più cupa e il secondo dopo, tutto passato!

il treno è il mezzo giusto per finire “Molto forte, incredibilmente vicino” di J. S. Foer (quello di “ogni cosa è illuminata“) e trovare uno sguardo su quello che ha rappresentato per le famiglie l’11 settembre, una tragedia collettiva ma vista dalle voci di un bambino che ha perso il padre (e cerca la serratura che si apre con una chiave trovata in un vaso visitando uno per uno i Black presenti sull’elenco) e dalla voce della nonna che aveva perso il marito, sopravvissuto ai bombardamenti di Dresda e che a causa di questi aveva smesso di parlare, e aveva tirato su da sola il figlio morto quel giorno.

e poi c’è roma. un amico che ti viene a prendere in stazione e ti racconta della via italiana alla disorganizzazione del lavoro partendo dalla sua esperienza… e ti racconta di speranze quasi disilluse e precarietà economica, di domande che si fanno all’arrivo dei 30 anni e di coinquilini che prendono i coltelli per discutere delle bollette…

la carbonara. il mazer inferno valtellina superiore. il millefoglie con crema chantilly e ananas caramellati.

carlo, presto tassinaro, che lui l’autista l’ha fatto per 18 anni e ha portato in giro un sacco di gente famosa: lù ridd, montella, luisa ranieri che stava cò montalbano ma io n’a guardo a televisione e nun me lo sò filato neppure de striscio che manco sapevo chi era, questo cd me l’hanno dato i beckstritt boiss e dentro c’è un misto di robba che ascoltano loro, a jespica che io c’ho il numero e i principi arabi che nun sanno nemmeno che voglioni dì lì sordi da quanti ce n’hanno… certo carlo, eh beh. m-mh. davvero sei riuscito a farti la foto con una guardia svizzera? a-ah! e mentre questo mi riempie la testa di fregnacce alle 7,30, roma mi scorre davanti, bella e sporca al tempo stesso: un pezzo del colonnato del bernini, il tevere, castel sant’angelo come in un lungo piano sequenza vorrebbero il giusto silenzioso rispetto che purtroppo non arriva…

dal finestrino di un treno guardo il lago di san liberato e mi fa voglia di tornarci…

gli interni in finta radica di un altro taxi, ma sedili in pelle morbidi come un divano.

un tribunale nuovo, e fotocopie. e udienza che si preparano a saltare…

terni dall’autobus mi pare proprio bruttina.

orte. il suo treno è in ritardo di 40 minuti. ma che importa. ho iniziato “l’eleganza del riccio“, di muriel barbery, e sorrido. mi fa sopportare anche l’odore di giorni distanti dall’acqua di una che mi chiede una sigaretta, che non ho il coraggio di scambiare per una foto e le cui finte crocs fucsia resteranno solo in queste righe.

e l’italia che scorre di nuovo dal finestrino, a tratti grigia a tratti bellissima. foto sfocate e prove che forse non supereranno il tot di decenza necessario all’immissione su flickr, ora che il pez mi ha regalato un account pro per il quale gli sono molto grato… un questuante da treno racconta che deve andare all’ospedale di trieste e ha bisogno di aiuto, grazie, grazie. nel silenzio dello scompartimento al completo, alzo gli occhi sulla sua panza e sul suo bastone, sul baffo e il capello bianco e con voce fredda gli dico “non penso. mi dispiace, arrivederci.” i suoi occhi si scoprono scoperti e, pur trattenendosi in pubblico in un mannaggia a questo, mannaggia a voce alta, balbetta qualcosa di non molto carino nei confronti dei miei natali mentre sgombra il campo.

a tappe forzate, malgrado la luce dello scompartimento non funzioni, divoro pagina per pagina, anche nelle gallerie, uno dei libri più belli letti negli ultimi anni. la storia di una portinaia che finge di rientrare negli stereotipi del caso per mascherare la sua intelligenza e la sete di cultura, a servizio in un palazzo dell’alta borghesia parigina, che si incrocia con quella di una bambina che ha deciso di suicidarsi e dare fuoco alla casa tra qualche mese perchè ha capito che la gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia. non ho bisogno di giustificarmi ma non mi succede mai di commuovermi con un libro. qui in un paio di punti è successo, e così di ridere. lo consiglio vivamente a tutti…

leggo le ultime pagine del libro alla stazione di bologna dove ho ancora un po’ da aspettare. sono ancora emotivamente scosso dalla fine del romanzo quando arriva uno che con un teatro tossico di un certo livello mi scuce 15 euro. è importante per me sapere che non sono solo, sì certo che i soldi sono importanti, ma è sopratutto importante sapere che non sono solo…ti ringrazio davvero…perchè tu lo sai che l’equilibrio psicofisico del sè parallelo… mentre riprendo il treno mi chiedo come sia stato possibile.

non vedo l’ora di arrivare a casa. dalla donna che amo. e chiederle se ha pensato un nome per il gatto. e porca puttana come ho fatto a dargli 15 euro?

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regali e regaletti

Dicembre 3, 2007

si sa che in dicembre uno dei problemi più grandi è quello dei regali di natale. non angustiarti come sto facendo io, c’è chi una soluzione l’ha trovata.

trovi un bel negozio. prendi 16 tonnellate di carne di maiale, per esempio (per un valore di $ 88.000 dollari). e poi fai una bella scritta: “Thanks, Merry Christmas!” .
beh, il fatto che secondo qualcuno “rubare” sia reato è un altro paio di maniche…oh, la gente è contenta se gli regali un prosciutto…

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due cose di cibo

Novembre 23, 2007

una: dal jet set alla provincia padovana… il sindaco di Polverara ha chiesto a Paris Hilton di far da madrina alla gallina padovana. Come mai? Per meriti acquisiti sul campo!?

due: ho scoperto sto Kelablu, che, oltre alla notizia di cui sopra, riporta una notiziona da una delle rassegne sul cioccolato a Bologna:

(…) l’assessore al Commercio tutto brand e valorizzazione del territorio: Maria Cristina Santandrea. Che ieri, a sorpresa, ha mandato i vigili urbani per ritirare da uno stand i falli di cioccolato ispirati a Rocco Siffredi ma lunghi 13 centimetri – la metà dell’originale – dicono i soliti bene-informati. “Vado dappertutto senza che nessuno si scandalizzi” ha dichiarato la cioccolatiera Cristina Merlin. “A Treviso il sindaco Gentilini si è fatto fotografare davanti al bancone con me. Poi ha comprato i “Rocco” per tutta la sua giunta. Vero è che sono leghisti…” Per l’assessore invece si tratta di pura pornografia: “Non esiste che si vendano oggetti pornografici in una rassegna dedicata ai bambini.” “Rocco” a parte, restano al loro posto tutti gli altri, sempre falli, ma più piccoli, con forme le più varie. Dal che si deduce che la pubblica decenza è indiscutibilmente una questione di centimetri.

i commenti li lascio a voi…

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una domanda di tito77

Novembre 9, 2007

dimmi il posto piu economico che conosci per andare a mangiare no mcD

com’è evidente, no mcD è un ovvio riferimento al clown giallorosso che ogni bambino sogna di incontrare per i suoi festini di compleanno…

a questa difficilissima domanda inoltratami via chat non ho saputo fare di meglio che rispondere così:

me: no kebab, immmagino proprio andare a mangiare

io sceglierei tra pizzeria piave e casa del popolo

12.50 ah, già che ci siamo

la questione bagareo?

ovviamente, in our old little fucking town, padova. non mi è venuto molto di più, visto che abbassando la soglia di prezzo aumenta esponenzialmente il rischio salmonella (per tacere di altri simpatiche forme di vita)… e va bene che mi piace il pericolo, ma morire per un euro in meno mi pare un’inziativa un po’ così, diciamo…

E voi? che mi dite?

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palasina noa

Ottobre 10, 2007

che giornata… dovevo andare a bergamo per lavoro  (vi risparmio dettagli sulle code in autostrada, ma vi assicuro che non son stati bei momenti) e  avendo finito  attorno all’ora di pranzo, mi sono ricordato che un grosso tir mi aveva quasi tagliato la strada per girare a destra poco prima della mia destinazione; lì avevo visto una notevole concentrazione di camion e un simpatico cartello “azienda agrituristica menù fisso 10 euro”, sapientemente corretto a 11.

cosa volete…mi ci sono fiondato. e lì, sotto una grande falda del tetto, con travi a vista poggiate sui muri di un cascinale che era lì da molto molto prima che nascessimo, ho trovato un’italia che non mi capita quasi mai di vedere. Camice di flanella con le maniche tirate su, tatuaggi fatti “alla vecchia” su avanbraccia forti; un menù pensato per chi ha da fare fatica, il pomeriggio, e ne ha fatta anche la mattina. Il tavolone, lungo una trentina di coperti, e ti siedi vicino a qualcuno, dove ti ha detto la cameriera. Un baffo folto, e tante rughe sulla faccia del mio vicino. Una chioma ossigenata qualche mese fa, troppi mesi fa. E non importa se la carbonara odorava troppo di porco, né se i bocconcini di vitello ai funghi erano troppo duri (in compenso i funghi erano buonissimi…). Le bottiglie di liquori sulla tavola, chè il caffé te lo correggi da solo, ed è compreso nel prezzo. Non dimenticherò come ho guardato quelle persone,  cercando di capire che lavoro facessero, se fossero camionisti, muratori, imbianchini, elettricisti o operai. l’unica cosa che mi dispiace è di non aver avuto una macchina fotografica con me: quelle facce avevano davvero tanto da dire, a chi avesse avuto voglia di ascoltare.

Se aveste voglia di capitarci, qui le indicazioni del caso.

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ma come si fa?

Agosto 28, 2007

quando uno si porta il pranzo da casa, nella specie, una bella insalatona (rucola/pomodorini/grana/no maionese), sana (ripeto: no maionese, e lo so che ci stava…il tonno non ce l’avevo sennò lo scolavo dall’olio e ce lo mettevo), colorata e gustosa, nel suo bel contenitorino di plastica, che ha perfino i piedini per il maggior grip all’austera scrivania, comprato apposta delle dimensioni ideali per starci in borsa, costato pochissimo (li mortacci…macchè pochissimo, ancora mi chiedo come ho fatto a dargli 6 €! mi sa che la colpa è dei piedini…). nonostante tutte queste situazioni favorevoli, una gran fame e tutto, ecco guardo nel cassetto dove solitamente ripongo gli effetti personali: tac! estraggo tovagliolo, e tac! coltello, tac! cucchiaio giallo di plastica, tac! dove cazzo è la forchetta?

ma porca maremma. e adesso, piadina al bar?

Tra parentesi, oggi c’è la fiera a Conselve. Le strade brulicano di bancarelle, e salgono alla finestra le chiacchiere svogliate dei cinesi… Ah, per non parlare dei problemi di parcheggio stamattina, stavo per pagare 2€ per il parcheggio custodito?! L’unica cosa che mi dispiace è di aver perso il cabaret di bepy e maria.

aggiornamento: ho mangiato con il cucchiaino.  e il mitico supercontenitore con l’effetto sottovuoto mi ha sporcato l’austera scrivania, nel tentativo di chiuderlo. ma porca… e i cinesi son sempre qui sotto che sghignazzano. sai che c’è? vado a vedere che stanno a fà!

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la lingua batte…

Agosto 1, 2007

dove il dente e via dicendo. fatto sta che qui il problema non è il male, per il momento sopportabile, grazie a una 40ina di ore consecutive di applicazione di ghiaccio sulla zona. Eh no, qui il problema nasce dalla circostanza che – grazie alla meritoria opera del mio amico scacchista (nonchè proprietario del bell’oggetto che vedete qui sopra) – sono al 4° giorno consecutivo di alimentazione a gelati. e mi son rotto il ca..

Gli antibiotici, e il loro renderti mellifluo, se vi è chiaro cosa intendo, fanno il resto.

In più, mi muoiono bergman e antonioni mentre non ho nemmeno la tv a casa per via del trasloco, e a malapena ne leggo oggi su qualche blog. Casa che, per via del trasloco, assume ancora pienamente la forma del blob di scatoloni, visto che il guardaroba pax (ikea ça va sans dire) da solo proprio non è possibile montarlo: te lo disegnano anche loro, con il bravo ometto e la brava donnina… e tra l’altro, va notato lo strisciante maschilismo secondo il quale l’uomo avvita e la donna appoggia e sostiene. il che va benissimo quando si parla di sesso (meno se si parla di tette, obbietteranno le donne)… e se due fossero gay, o coppie nelle quali le abilità siano diversamente – o equamente – distribuite ?

da ultimo, visto che l’avevo promesso alla chiara, butto qui sotto la regina del pop, madonna, che canta insieme ai gogol bordello.

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takeru…basta cane caldo!

Giugno 27, 2007

è forfait? macchè, Takeru “Tsunami” Kobayashi, mangiatore professionista in competizioni, più volte campione (dico: 53 hotdogs e 3/4 in 12 minuti…mica cazzi), malgrado gli sia stata diagnosticata una malattia professionale, non darà forfait alla prossima gara, per motivi personali (a chi interessassero, link al suo blog).

e la malattia professionale qual è? artrite della mascella.

ps. per quelli che si chiedessero se mangia solo hotdogs, la risposta è no, come scrive il times, partecipa anche alle categorie “bratwurst and other “all-American” speed and volume eating. He recently emphasised his dominance by polishing off 97 hamburgers (complete with buns) in just eight minutes.

ma mi chiedo: che a takeru nessuno abbia fatto vedere “la grande abbuffata”?