Archivio per la categoria ‘citazioni’

h1

ho visto un film

Maggio 11, 2008

‘mbè, direte. no, ‘mbè niente. ho visto un film che discute uno degli argomenti più spinosi che ci siano. ho visto un film che veramente getta una nuova luce su un tema al quale ogni maschio, almeno una volta nella vita, ha pensato, non senza che un brivido corresse lungo la schiena… ho visto un film la cui visione cambia la vita e ti fa propagandare il verbo, e pure l’aggettivo, cioè l’argomento “discusso” nel film. e adesso una citazione che aiuterà nella comprensione dell’argomento.

Osteria numero venti
Se la figa avesse i denti
Quanti cazzi all’ospedale
Quante fighe in tribunale
Daghèla ben biondina
Daghèla ben biondaaaaa

e voi direte cazzo c’entra. eh no, cari miei. come casini, c’entra. stiamo parlando di una storia universale, tratteggiata come si tratteggia epicamente il mito. tagliandola qui (eheheh) sto parlando di questo film.

beh, non ci crederete. non mi divertivo così da un po’. forse tutta roba isterica, ma ci sono veramente dei passaggi per i quali mi sono veramente messo a ridere nonostante la tragedia. insomma, la cosa drammatica è che non solo m’è piaciuto, ma la tizia c’ha pure vinto roba al sundance. (qui kekkoz recensisce – molto più seriamente di me, anzi come io non avrei saputo fare – la pellicola… )

ah, sempre dal link di cui sopra, rubo il collegamento a un congegnuzzo (il condom anti stupro) veramente veramente insidioso per voi stupratori e fornicatori del demonio…no, non voglio farci dell’ironia. ma insomma, dai tempi delle cinture di castità sono stati fatti notevoli passi in avanti nel campo della preservazione della virtù femminile. e in questo caso, in qualche modo si tratta veramente di un passo in avanti nella storia dell’umanità. e se vi trovaste con l’uccello a fettine beh, è più che probabile che ve la siate voluta…

h1

il minestrone.

Maggio 9, 2008

oggi, venerdì, si fa la zuppa. almeno sul blog. visto che ci sono un monte di cose che mi chiamano, il lavoro per primo (anzi: c’è mica qualcuno qui che idea se il D.I. privo di registrazione conservi efficacia a un anno di distanza dalla sua emissione?) ma – dicevo – ti chiamano, sì, ma mica si può star dietro a tutto, son qui a buttare insieme un po’ di verdura e argomenti in ordine sparso. attenzione, può essere un post lungo.

iniziamo allora a fare il fondo con il governo nuovo. è un filino indigesto, sì ma con una cottura lenta, rincoglionisce la maggior parte della gente e in fondo poi li rivotano. sul punto mi pregio di segnalarvi che l’arrivo di una ventata d’aria fresca ci voleva proprio. e i primi a accorgersene son stati quelli della campari, con una bella pubblicità che gli tira di quelle strizzatine d’occhio al ventennio che lèvate (impossibile da linkare, io non l’ho trovato). io, sia quel che sia, per sicurezza, da oggi lo spritz lo bevo all’aperol.  è loro anche quello. basta spritz.

Passando a cose più serie, quali la squadra di governo, è sufficiente una citazione. Retequattro: Un tempo qua era tutta carfagna. (cit.: giovani tromboni)

a proposito di cinema e televisione. va detto che ultimamente ho visto iron man. senza star qui a tediarvi col fatto che per andare al supermultisalacoll’audiochetiprendipauraeloschermotalmentegrandechevedianchelecaccole (E ce la facciamo di sicuro, mancano trequarti d’ora) mi sono perso in tangenziale e ho pure percorso involontariamente un tratto di autostrada arrivando in sala giusto al comparire della p di “paramount”, l’ho trovato un filmetto d’evasione piuttosto simpatico (pure se sceso sotto la soglia della credibilità circa al 4′ minuto ), sicuramente il migliore da un tot tra i film tratti dai comics, con una gwyneth paltrow in ottima forma (fisica, intendo) e un r. downey jr (che poveretto c’ha una certa età e è ancora junior) in ottima forma recitativa. film da domenica sera, che non è il caso di pensare che domani è lunedì. ah, Rimanete fino alla fine dei titoli di coda. Fidatevi.

ho visto, nel salotto di casa, diario di uno scandalo. devo ancora capire se mi è piaciuto, ci devo pensare un po’ e non è detto che mi venga voglia di dirvelo. poi ho pure cercato di vedere giorni e nuvole, ma ho scoperto che continuava a scorrere, pur dove finiva il torrent (terribile sta battuta, eh? ma è più forte di me…), quindi finchè non finisce di scaricare l’acqua non possiamo far andare sta centrifuga blogghereccia (e due. non se ne può più, me lo dico da me).

volevo anche dirvi, che non si possono più spargere le ceneri a disneyland. e purtroppo, se ci andate, non vi potete nemmeno più divertire alla giostra dei pirati (sì, caro tito, i calci in culo ci sono ancora, ma non serve che vai a disneyland per andarci). riporto qui sto popò di notizia.

La stampa americana riferisce che la direzione del parco-divertimenti Disneyland di Los Angeles, in seguito ad una possibile dispersione di ceneri all’interno dell’attrazione “I Pirati dei Carabi”, è stata costretta a chiuderla.
Una telecamera di sorveglianza avrebbe infatti ripreso una donna nell’atto di spargere ceneri umane nell’acqua del bacino di spettacolo.
La donna, subito fermata ed interrogata, avrebbe asserito di aver sparso solo cipria per bambini, ma gli investigatori ora stanno cercando di accertare che quanto sparso non fossero invece ceneri umane.
La direzione del parco ha comunicato di non essere in grado di confermare l’accaduto, anche se pare che la struttura si stia dotando di speciali apparecchiature dotate di filtri sofisticati in grado di catturare sia ceneri che eventuali residui di ossa risultanti da cremazione

ecco, la prossima volta vi sgammano e vi riportano il nonno indietro. un po’ bagnato, forse, ma lo rimettete al suo posto, va bene?

h1

me pari su zio

Marzo 31, 2008

anche uolter ha finalmente la sua uoltergirl.

grazie, zoro. forse voto per te.

h1

perchè talvolta anche

Marzo 7, 2008

bucknasty ha ragione. e parla di ferrara e di juno, che ora legioni di fedeli hanno già adottato come film pro-moratoria…

Occorre dargli comunque atto che della storia dei 3 aborti è particolarmente cosciente e non cerca di nasconderlo: dopo aver impugnato il compasso morale per dare contro alla donna di Napoli rea di aver abortito, e accusandola di essere una assassina che pratica l’eugenetica come i nazisti, ha disegnato la rotta per colpire duramente i suoi 3 peccati — non risparmiando sè stesso — definendoli “una mascalzonata”. Deve essere uno di quei compassi che ti permettono di navigare fino ad un certo punto, perchè poi la terra è piatta.

cliccate sopra e leggetevelo tutti.

h1

2days, fragments of – (a very personal post)

Febbraio 1, 2008

ritorno alla postazione lavorativa e non resisto.

vi voglio raccontare questi due giorni. ho viaggiato: non granchè, in realtà, fino a terni e ritorno…ma quel che conta è che sono stati momenti emozionanti, e questi sono dei frammenti, seppure in ordine sparso.

il treno, sì. alle volte il treno è proprio il mezzo giusto. è il mezzo giusto per indignarsi di suonerie troppo alte, per sorridere a una bambina di 20 mesi che con il rumore del suo ciuccio ritrova pace, e occhi curiosi per sgattaiolare ciondolando di qua e di là… un secondo prima nella disperazione più cupa e il secondo dopo, tutto passato!

il treno è il mezzo giusto per finire “Molto forte, incredibilmente vicino” di J. S. Foer (quello di “ogni cosa è illuminata“) e trovare uno sguardo su quello che ha rappresentato per le famiglie l’11 settembre, una tragedia collettiva ma vista dalle voci di un bambino che ha perso il padre (e cerca la serratura che si apre con una chiave trovata in un vaso visitando uno per uno i Black presenti sull’elenco) e dalla voce della nonna che aveva perso il marito, sopravvissuto ai bombardamenti di Dresda e che a causa di questi aveva smesso di parlare, e aveva tirato su da sola il figlio morto quel giorno.

e poi c’è roma. un amico che ti viene a prendere in stazione e ti racconta della via italiana alla disorganizzazione del lavoro partendo dalla sua esperienza… e ti racconta di speranze quasi disilluse e precarietà economica, di domande che si fanno all’arrivo dei 30 anni e di coinquilini che prendono i coltelli per discutere delle bollette…

la carbonara. il mazer inferno valtellina superiore. il millefoglie con crema chantilly e ananas caramellati.

carlo, presto tassinaro, che lui l’autista l’ha fatto per 18 anni e ha portato in giro un sacco di gente famosa: lù ridd, montella, luisa ranieri che stava cò montalbano ma io n’a guardo a televisione e nun me lo sò filato neppure de striscio che manco sapevo chi era, questo cd me l’hanno dato i beckstritt boiss e dentro c’è un misto di robba che ascoltano loro, a jespica che io c’ho il numero e i principi arabi che nun sanno nemmeno che voglioni dì lì sordi da quanti ce n’hanno… certo carlo, eh beh. m-mh. davvero sei riuscito a farti la foto con una guardia svizzera? a-ah! e mentre questo mi riempie la testa di fregnacce alle 7,30, roma mi scorre davanti, bella e sporca al tempo stesso: un pezzo del colonnato del bernini, il tevere, castel sant’angelo come in un lungo piano sequenza vorrebbero il giusto silenzioso rispetto che purtroppo non arriva…

dal finestrino di un treno guardo il lago di san liberato e mi fa voglia di tornarci…

gli interni in finta radica di un altro taxi, ma sedili in pelle morbidi come un divano.

un tribunale nuovo, e fotocopie. e udienza che si preparano a saltare…

terni dall’autobus mi pare proprio bruttina.

orte. il suo treno è in ritardo di 40 minuti. ma che importa. ho iniziato “l’eleganza del riccio“, di muriel barbery, e sorrido. mi fa sopportare anche l’odore di giorni distanti dall’acqua di una che mi chiede una sigaretta, che non ho il coraggio di scambiare per una foto e le cui finte crocs fucsia resteranno solo in queste righe.

e l’italia che scorre di nuovo dal finestrino, a tratti grigia a tratti bellissima. foto sfocate e prove che forse non supereranno il tot di decenza necessario all’immissione su flickr, ora che il pez mi ha regalato un account pro per il quale gli sono molto grato… un questuante da treno racconta che deve andare all’ospedale di trieste e ha bisogno di aiuto, grazie, grazie. nel silenzio dello scompartimento al completo, alzo gli occhi sulla sua panza e sul suo bastone, sul baffo e il capello bianco e con voce fredda gli dico “non penso. mi dispiace, arrivederci.” i suoi occhi si scoprono scoperti e, pur trattenendosi in pubblico in un mannaggia a questo, mannaggia a voce alta, balbetta qualcosa di non molto carino nei confronti dei miei natali mentre sgombra il campo.

a tappe forzate, malgrado la luce dello scompartimento non funzioni, divoro pagina per pagina, anche nelle gallerie, uno dei libri più belli letti negli ultimi anni. la storia di una portinaia che finge di rientrare negli stereotipi del caso per mascherare la sua intelligenza e la sete di cultura, a servizio in un palazzo dell’alta borghesia parigina, che si incrocia con quella di una bambina che ha deciso di suicidarsi e dare fuoco alla casa tra qualche mese perchè ha capito che la gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia. non ho bisogno di giustificarmi ma non mi succede mai di commuovermi con un libro. qui in un paio di punti è successo, e così di ridere. lo consiglio vivamente a tutti…

leggo le ultime pagine del libro alla stazione di bologna dove ho ancora un po’ da aspettare. sono ancora emotivamente scosso dalla fine del romanzo quando arriva uno che con un teatro tossico di un certo livello mi scuce 15 euro. è importante per me sapere che non sono solo, sì certo che i soldi sono importanti, ma è sopratutto importante sapere che non sono solo…ti ringrazio davvero…perchè tu lo sai che l’equilibrio psicofisico del sè parallelo… mentre riprendo il treno mi chiedo come sia stato possibile.

non vedo l’ora di arrivare a casa. dalla donna che amo. e chiederle se ha pensato un nome per il gatto. e porca puttana come ho fatto a dargli 15 euro?

h1

una piccola parabola

Novembre 28, 2007

A CATTOMODERA’, FACCE RIDE

Allora ce stanno la madre e er padre de pierino che oltre a pierino cianno nantri sei figli, e siccome er padre lavora ai mercati generali e la madre fa le pulizie a la garbatella cianno li stipendi bassi per colpa der governo e de le tasse, cianno pochi sordi giusto pe pagà l’affitto di un monolocale che infatti abbitano proprio a un monolocale de trentacinque metri guadri più un servizio igienico a casalotti boccea.
Siccome di questa situazione, non cianno molto spazio pe’ sta in intimità, e ne soffrono pure perchè oltre a ‘na vita de mmerda, manco l’intimità a causa dei sei figli più un pierino, questo per via del papa che non vole che usaveno l’anticoncezzionali. Allora escogitano uno stratagemma, che sarebbe che all’ora de cena la madre fa finta de tagliarsi un dito col coltello del pane, e corre subito in bagno e il padre accorre subito subito anche lui a medicare la madre, e così in bagno all’ora de cena possono consumare l’intimità, evitando anche il problema del concepimento della vita di un settimo figlio pierino escluso tramite l’utilizzo del secondo canale.
Che infatti all’ora di cena mentre che tutti la famiglia pierina stava in cucina, che poi sarebbe il monolocale, la madre grida “Ahio, santabbarbara e santelisabbetta me so’ tagliata un dito!” e scappa in bagno tutta allarmata. Allora il padre dice “Fermi tutti figli, io che sono anche il capofamiglia vado a vede’ che s’è fatta mamma e ad accertarmi che non moia.” Che infatti va subito al bagno pure lui. Mo’ che i figli so rimasti in cucina, se senteno delle gride dal bagno tipo di dolore tipo “ah” “oh” “no” “no” “ahio” e insomma si sente la madre che si lamenta come se la medicazione der dito non sta andando proprio troppo bene. Allora Pierino che dei sette è il maggiore dice “Fermi tutti! Io che so il maggiore de tutti andrò ad accertarmi che va tutto bene”. Che infatti va ad accertarsi spiando dal buco dell’unica serratura del monolocale che sarebbe poi quella del servizio igienico. E vede la madre riversa sul lavandino e il padre che ovviamente e anticoncezionalmente (nonchè antinaturalmente) gli da dei corpi di reni che veramente sembra incazzatissimo. Tutto spaventato Pierino torna in cucina dai sei fratelli, e li avverte con un monito: “A regà, non v’azzardate a favve male, che papà ve se incula”

<!– –>

simpatica, nevvero?

Via il Cattomoderasta

h1

gnothi se auton

Novembre 20, 2007

oh! va bene che sono socratico. va bene. ma se iniziano a crollare uno dopo l’altro i miei capisaldi. uno dopo l’altro, una cosa pazzesca. no, se iniziano a crollare che sembra sia il domino. no che non va bene: abbiamo sopportato steven seagal che suona il blues, chuck norris baciapile e non so più che altro. ma era cultura moderna, per dirla alla mammuccari, tutta roba in evoluzione. Mica come ’sta roba qua, che è una di quelle cose che uno pensa di aver imparato al liceo e a posto così, tutto preciso… no! cosa sarebbero secondo voi i lupini di verghiana memoria? quelli di Padron ‘Ntoni, sì, dei Malavoglia. Akille – che è un blogger- mi ha aperto un mondo. non sono mica dei semi, da sgranocchiare anche a passeggio: sono dei molluschi. pazzesco, io non riesco più a dire altro.

h1

one in the morning

Novembre 17, 2007

On a rooftop Manhattan
One in the morning
You said something
That I’ve never forgotten

mentre pj mi racconta di manhattan, io pedalo. Leggero, in questa notte di ghiaccio. Contento, tutto sommato. Devio la marcia della mia consunta bici e sfioro una 500 bianca, di quelle vecchie. Esprimo un desiderio. Alcuni secondi, di nuovo una 500, gialla. Un’altra carezza, un altro desiderio.  Felice, tutto sommato. ancora una rotonda. La strada di casa. Io, fermo davanti al cancello di casa, e le chiavi da qualche parte dentro il mio giaccone invernale. Sta cazzo di chiave nera, dov’è?

All’inizio della strada, una pattuglia di vigili avanza lentamente, inesorabilmente. Oh. I vigili. Sul lato opposto della strada, la mia polo. con due ruote in un parcheggio proibito. Trovata. I vigili passano. Si, ma infilarla è un’impresa, da ubriachi. Sembri proprio un cazzo di sospetto, con sto cappuccio tirato su, che trabatti davanti al cancello. Si trattengono qualche attimo in più allo stop. Se ti fermano, sei nella merda. se tornano indietro sei nella merda. se sposti la macchina e sei ubriaco, sei nella merda. Sta cazzo di chiave è entrata finalmente. oh, cazzo.

alcuni attimi di smarrimento totale.

oh.  cazzo.

rumore di metallo, ma niente riflessi.

Possibile che sulla porta di casa, dopo avere espresso due desideri, e uno dei quali riguarda la mia relazione, perda la fede?

no, per dire di come un rumore, il rumore della tua fede che cade, possa significare anni di vita che passano.

ah, alla fine la polo l’ho spostata, c’era un parcheggio nella via di fianco.

h1

ce n’è per tutti /2

Ottobre 24, 2007

un tumbler de noantri.

1. industriale vive da operaio e finisce i soldi il 20 del mese.  di buono c’è che almeno ha aumentato gli stipendi alle sue operaie.

2. un calendario per aumentare l’autostima delle aborigene. ma non bastava mandargli benessere, che con due tette specie se grosse lancia certe occhiate che tolgono pure la verginità? (e come lui, quanti ne conosco!)

3. 570 euro spesi male al Molino Stucky: vedi cosa ti succede a non fare la spremuta a un critico e dargli – poverino – del succo di arancia industriale?

4. la nonna di giletti ha respinto hemingway, titola Libero: come  dice bene luca sofri  “Cuore è morto” e noi aggiungiamo peccato davvero…ma finchè c’è libero…

5. non chiamare il dentista, passami le pinze: articolo di time che fa capire che non c’è solo l’italia a fare i conti con il 27 del mese.

6. sempre dal time, un articolo quasi di costume circa le recenti mosse di steve jobs. l’autore si preoccupa, con ironia, che steve si stia rammollendo e chiude con un geniale: “what’’s next, a two button mouse?” (questa ora la capisce anche il mio dentista, recentemente convertitosi!)

h1

manteniamo le promesse

Agosto 30, 2007

soprattutto quelle piccine piccine, tipo le segnalazioni che si fanno agli amici di cagate immani (e scusate il termine, ma le definisce così anche kevin smith, il regista di clerks et al.). Nella fattispecie, diciamo che si tratta di una pubblicazione che unisce in storie alquanto surreali, e divertenti solo a tratti, i vari personaggi dei fumetti che di volta in volta una qualche mente malata oltreoceano può unire a altri personaggi in combinazioni demenziali. Certo che nel regno della cagata, questi hanno un bel feudo…c’è Hulk che gioca a paga la mossa, per dirne una…

eccoveli: TWISTED TOYFARE THEATRE (ttt1_anteprima.pdf), ovviamente in edizione italiana.