Archivio per la categoria ‘viaggi’

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road trip – a very very long post

Febbraio 22, 2008

c’è chi dice che cani e padroni si assomigliano. ecco, credo anch’io. e questo assomiglia al mio compagno di viaggio dell’altro giorno. Eccone una cronaca…

Il cliente, che chiameremo Graziano per proteggere la sua immagine, mi aspetta alle 6.00 a Conselve -vi tralascio il trauma del risveglio alle 5, la vestizione per l’udienza, la strada con gli occhi a saracinesca abbassata- immobile nel suo gippone. Dobbiamo andare a Terni, dove, ricorderete, ero già andato proprio per lui. Graziano nella vita fa l’autotrasportatore. Beh, non è esatto: “mi guido i camio” e l’ampio spazio nell’arcata dentale inferiore mi accoglie all’ingresso in macchina, pronto a mettersi sulla strada. Diciamo che ero un po’ preoccupato per come fosse vestito, ma appena l’ho guardato ho capito che aveva capito l’importanza dell’avvenimento ed aveva indossato una elegantissima camicia di flanella su un pantalone beige chiaro (che ben divide in due parti le rotondità addominale) e l’immancabile orologio d’oro delle grandi occasioni sui capelli ricci impomatati.

Ovviamente primi chilometri di studio reciproco, considerazioni sulla sveglia, niente di che. Sono bastati due minuti e Graziano, che mi aveva visto solo una volta prima d’allora, ormai è a suo agio. dalle ore 6.02 alle 8.30, prima sosta colazione, ho sentito un numero imprecisato di bestemmie. Mica era incazzato, è che la frase tipo di Graziano, ad es. “Voeva cambiare a machina ma no se scarica più gnente anca se a xe imatricoà autocaro ” viene punteggiata nella sua vocina stridula a metà tra alvin superstar e paperino (ma in più G. parla piano, che la maggior parte delle volte proprio non si sente qul che dice) da locuzioni tipo “ghetto capìo” (o la forma veloce “‘eto capìo“) e “dyucan” di cui ora vi mostro l’utilizzo. “Voeva ghetto capìo cambiare a machina ghetto capìo dyucan ma no se scarica più gnente dyucan anca se a xe imatricoà autocaro dyucan ghetto capìo 1. Come avrete capito la poetica di G. è qualche cosa che va oltre i tradizionali stilemi linguistici: non solo al posto della virgola viene usato dyucan ma ci sono innovazioni e invenzioni che vanno oltre la nostra comprensione.

Comunque, la discussione è stata appassionante sin dall’inizio. Non solo ho potuto rinfrescargli per 5 volte il perchè dell’udienza a Terni “ma mì so de Padova2 ma ho anche potuto 3 avere notizie sulle più recenti innovazioni della rete stradale da noi percorsa “el xe novo sto ‘utogril ghetto capìo” e mentre penso 4 che cazzo è sto odore…verrà da fuori, è la quarta volta che lo sento, non è possibile che venga da fuori, realizzo che G. ha un rilascio orario di gas metano da far invidia a un metanodotto e, soprattutto, sta scoreggiando senza emettere rumore da quando sono in macchina.

Il viaggio scorre (5-7). Sono più o meno le 10.00 quando G. mi sta raccontando alcuni suoi personali ricordi di viaggio in romania “i se inbriaga 8 ‘eto capìo, e i se da dyucan, ma sangue dal naso anca … ma setto che bòna a bira che i gà? ” e mi racconta di una grigliata; e in particolare di una pluri-divorziata rumena “e a xe anca inteijente” che sembrava essere attratta da lui per qualche motivo a me oscuro e lui con un coraggio da vero cuordileone la allontana e le impedisce di sedersi vicino a lui a tavola per via di un paio tra ex e attuali spasimanti rumeni presenti anch’essi alla griliata e verosimilmente pronti alla fase di cui sopra, si sente un boato e la macchina comincia a ondeggiare a destra e sinistra. Ci fermiamo e G. estrae fiero ‘a querta che tiene in bagagliaio per queste occasioni. Si scopre che a xe saltada ‘na vida dyugà ma tutte a mi e me capita , vite che collega la trasmissione alla ruota posteriore destra e si inizia la ricerca di un meccanico.

Trovata, dopo poco, un’officina G. espone il suo caso (e di certo non usando l’italiano) e chiede di potersi riparare la macchina da solo. Ovviamente non sarà così, ci si metteranno addirittura in due (G. stigmatizzerà a lungo poi questo fatto, anche nel corso del lavoro “ara che lavori! in du’! in du’, pa na vida!“) e alla fine, dopo una mezz’oretta di lavoro, il meccanico gli chiede venti euro (con la faccia di uno che dice mah, dammi ste due lire proprio per dire di non aver lavorato gratis…): G. gliele allunga come se gli stesse dando le 20 euro della sua prima comunione. Nell’ora successiva il refrain della conversazione: “Se g’era a casa, me a cambiava mì a vida ghetto capio!

395 km dalla partenza e quasi 6 ore dopo, siamo finalmente a Terni a mezzogiorno. Dopo aver fatto in tribunale, all’una ripartiamo e G. ha giustamente fame. Cerchiamo “una zona industriae dove che ghe sia na tratoria” e dopo aver insinuato che in Umbria non si mangia, troviamo un posto fuori dalla superstrada, a Sangemini. Menù fisso, 15 €. Ordiniamo, uscendo in realtà dal menù fisso, e si mangia. “Parchè mi me piaxe i primi ghetto capio. e no la roba alla piastra.” – fa Graziano. e mentre si bulla di aver detto in faccia a un ristoratore di Limena “dyugan, tientea la roba aea piastra !” , arriva la cameriera e G. ne approfitta per chiedere dei secondi: “ma la carne come xea?“.

Purtroppo, come immaginerete, la triste notizia è che in dotazione c’è solo la piastra. “Ah Madona …”- esclama a alta voce G. come flagellato da una terribile punizione divina, e mentre penso non lo farà davvero, lo fa, anche se smorzando la voce.

Qualche minuto dopo aver ripreso la superstrada, G. 10 è visibilmente affaticato dal litro di vino bianco che abbiamo bevuto (beh, forse più io che lui) e inizia a fare dei gesti in loop, come se fosse una nuova danza. Grattatina braccio dx, rimette mano sul volante; mano dx che stropiccia gli occhi e mano sul volante; mano sx che accarezza mento e poi mano dx che tocca il naso, e ciò ad libitum. Mi fa : “A prima area de servissio se butemo du’ ore“. Credo scherzi, ma realizzo che non è così quando mette la freccia e si ferma, ribalta il sedile e al motto di “ah, mì, caro, no vago mia a mettarme in pericoeo” chiude gli occhi e in tre secondi attacca la segheria.

Ovviamente, io non ho dormito nei 45 minuti successivi in cui G. ha avuto modo di girarsi 11-12 russare e rigirarsi più volte, sebbene in qualche modo il pasto, il vino e l’aria pesa della macchina me lo facessero desiderare. Ripartiamo, e – incomprensibilmente – la conversazione langue. A un certo punto, azzardo un “Bella l’Umbria, eh?”. Risposta: “Eh. – seguono 20/25 secondi di silenzio -Tante coline“.

Scorre nel frattempo 13-15 la Romagna, poi l’Emilia, sotto i nostri silenzi, riempiti dall’autoradio, con Graziano che tiene il tempo con la mano che tiene sul cambio, e si lancia addirittura in scossettine sulle note di Prince ” U don’t have 2 be rich
2 be my girl… “.

Sono le 19.30, e da Ferrara in poi, è stata un’agonia… anche se ormai siamo quasi arrivati, non ne posso davvero più. All’altezza di Anguillara Veneta, finalmente, arriva in zona cesarini il gol della bandiera: G. 16-Scriptabanane 1! La partita si chiuderà un quarto d’ora dopo, con il punteggio fissato sul 16-3.

Ah. quasi dimenticavo. L’udienza? Non c’è stata, mancava il giudice. :)

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la rocca e l’autunno

Ottobre 30, 2007

anna falchi va al nasdaq. e con questa le abbiamo viste tutte. qui nel frattempo piove, e mi viene la malinconia: cadono infatti le foglie d’autunno e lasciano spazio ai nudi rami invernali, come cani spelacchiati gli alberi. vorrei smettesse, ma solo per questo, perchè non ho nemmeno fatto in tempo ad accorgermi dei colori che subito la questione si fa tetra e spoglia. gli aironi di bovolenta, intanto, stanno sui fili e nei canali, indifferenti a queste scatole di metallo che guidiamo per andare a lavorare.

Eppure, qualche buona notizia c’è. Ho finalmente installato il 32 pollici (dono nuziale graditissimo, come immaginerete) per poter assistere a paolini stasera, come ottimamente segnalato da giacomob. Siamo stati nel fine settimana a urbino per l’ultimo weekend di corso (mi manca ancora la tesina, ma si provvederà anche a quella…) e siamo stati felici ospiti di giody (nome di battaglia del buon giovanni di falco, già protagonista di comuni avventure politiche universitare). Non solo l’ex-convento dove ci ha ospitato è una dimora deliziosamente arredata, ma quel che mi ha piacevolmente colpito è che davvero la sua ospitalità non ha confini, e non sono molte le persone fatte in questo modo. Aggiungiamo poi che a montecerignone c’ha casa pure umberto eco? No, non rileva. Rileva invece la bellezza delle Marche, la visita alla prigione di Cagliostro (ossia la rocca di San Leo), la buona cucina di quella zona e il contrappasso che a momenti causava il nostro breve soggiorno all’estero. Sì, perchè siamo stati a San Marino! e non c’è piaciuto per niente, visto che sembrava tutto finto, di plastica: la Marghe – quando vuole fare un esempio di un posto sputtanato dal turismo- cita sempre San Gimignano. Ecco, a me pare che San Marino sia un San Gimignano al quadrato, con la differenza che a San Marino ti puoi comprare una katana per strada. Se sia un bene, francamente mi astengo dal dire.

Lungo la passeggiata tra le vie, le piazze, le chiese, i mille negozi di San Marino, lo shopping diventa un piacere. Comprare a San Marino è facile. Tutto quello che si trova è a buon prezzo. Un souvenir è il primo istinto. Poi spazio alle emozioni più intense: un gioiello, un tipico prodotto artigianale, ceramiche, capi di abbigliamento firmati, profumi.

e voi, sapete lasciare spazio a “emozioni più intense”? Se vi interessa, la Marghe mi ha detto che ci vendono pure il Viagra!

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il nuovo mondo

Ottobre 1, 2007

fatto. sposato, lunato e tutto.

alla vecchia, vi propinerei la classica serata di diapositive. nel nuovo mondo, invece, vi invito a fare un bel giro su flickr, dove vi aspetta il set “eolie”…

più avanti, ci saranno anche le foto del gran giorno in sè… soprattutto se sarete voi a mandarmele!!!

per il momento è tutto. anche se continuo a chiedermi perchè cazzo sono tornato indietro dalla luna di miele… voi almeno avrete un blog da leggere.ciaociao :-)

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it’s a long journey…

Giugno 29, 2007

paperelle gialle. ranocchie verdi. tartarughine blu. castori rossi. nel 1992, un cargo perde tre container di questi friendly floatees nell’oceano pacifico e 15 anni dopo le paperelle sono ancora in giro… ora dovrebbero arrivare dalle parti della Gran Bretagna. Vi danno pure un centinaio di dollari, a ridarle alla fabbrica, o un migliaio su ebay. La cosa buffa è che due oceanografi li stanno tracciando (insieme a un carico di nike perse chissà dove: questo il sito dei beachcombers e tra l’altro, dicono che poi la gente che è riuscita ad appaiarle le porta!) e che la cosa serve a studiare le correnti marine e testare i modelli scientifici delle stesse. Comunque, dopo 15 anni, castori e paperelle non ce l’hanno fatta. Sono diventate bianchi. Tengono ancora botta le tartarughine e le ranocchie… Comunque, vi capitassero in mano, cercate di non tenerle in vasca, potrebbero sentirsi soffocare…

un’avvisaglia di una brutta notizia la leggo dal sole. sembra che ci siano spazi perchè venga commercializzato senza problemi questo formaggio Parmesan, in concorrenza sleale con il Parmigiano Reggiano, e per la questione c’è una causa avanti alla Corte di Giustizia CE contro la Germania. Ancora non è detta, e speriamo che si vinca. Nel frattempo, però, a noi hanno vietato il Tocai (ecco vecchio articolo Corriere e tra l’altro sono e resto convinto che essendo due cose completamente diverse potessero mantenere ciascuna il proprio nome, come sostengono a spada tratta pure i membri della “Crazy Ethilic Band”, vista di recente a Bresseo e immortalati nella foto qui sopra mentre eseguono la canzone omonima; la storia del parmesan, invece, è proprio concorrenza sleale!). e adesso mi toccherà ordinare il “Friulano“. capite che non è la stessa cosa. :(

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parachutes

Giugno 7, 2007

ebbene sì la sonica vola… e noi restiamo sotto, a cagarci in mano.

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questa non la sapevo

Maggio 29, 2007

non voglio dire che siamo di fronte ad una grande verità rivelata. ma è che pensavo che il cognome fosse un cognome assolutamente settentrionale…e invece guarda qui chi è foggiano? ma pensa un po’…

passando a altro, ma sempre restando in area ex sovietica, ma lo sapevate che per andare in bielorussia, in macchina (che ci si mette un sacco di tempo, lo so, ma insomma…sempre meglio che su un furgone bianco di quelli dei moldavi vicino alla stazione, che poi mica ti portano in bielorussia,ma nella repubblica di moldova! e poi di là come ci arrivi?) serve il preservativo? giuro! o meglio non è che giuro, c’è qui su google news .

tra l’altro, vi servirà il passaporto. (non è che ne sia sicuro, ma insomma è facile…mica saranno in europa anche questi?) e lo sapevate che se lo dovete rifare, mica va bene una foto qualsiasi, magari di quelle sorridenti, dove siete venuti bene, con un bello sfondo blu cielo di windows…

NO. la foto per il passaporto deve avere le seguenti caratteristiche:

http://www.poliziadistato.it/pds/cittadino/passaporto/documents/fotografia_passaporto.pdf

pazzesco. (e se lo doveste rifare comunque, ecco cosa serve nel dettaglio ) comunque il link sopra è fenomenale, ci sono certe facce… e poi: ma è possibile che si mettano a discutere di come ho gli occhiali? se la montatura è troppo pesante?!?!