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Quis custodiet ipsos custodes?

luglio 10, 2007

Un provocatorio articolo di un professore di diritto (ampiamente leggibile anche da non addetti ai lavori) vi spiega perchè in Italia troppe cose vanno male… a partire dalla Banca d’Italia, ente che batte moneta e che è controllato da società private:

La Banca D’Italia, ovvero, il secondo tragico Fantozzi e la corazzata Potemkin.

ps. per la spiegazione del brocardo, vedi l’ottima wikipedia.

2 commenti

  1. si ok ma un riassuntino no? ho provato a leggere l’articolo linkato e ho dovuto abbandonare dopo 5 righe… insomma, il tuo “ampiamente leggibile anche da non addetti ai lavori” mi sembra un po’ discutibile… insomma: di che si parla?!?!!?


  2. riassumo:
    “principio di diritto: un servizio pubblico, se è tale, non può essere affidato indiscriminatamente a privati.
    invece,il 95% delle azioni della Banca d’Italia è in mano alle banche.Questo significa che gli utili della Banca vanno a soggetti privati. Quel che è peggio, significa che la Banca D’Italia, che dovrebbe vigilare sulle banche, è in mano agli stessi vigilati. Un po’ come mettere Riina a capo della Procura di Palermo.
    (…)
    La politica monetaria è segreta e fino al 2004 lo era la stessa composizione della banca. (…)
    Mi pare assurdo.
    Allora chiamo una persona a me molto cara. (…) E’ docente universitario, e abbastanza saggio da avermi sempre dato i consigli giusti per la pubblicazione di manuali, per affrontare i concorsi universitari ecc. Espongo il problema a questa persona, ritenendo contraddittorio che l’affidamento di un piccolo servizio come quello di un porto turistico debba essere soggetto a determinate garanzie, e tali garanzie svaniscano totalmente quando il servizio che l’ente privato deve garantire è addirittura il servizio dell’emissione della moneta, cioè uno dei servizi assolutamente essenziali e indisponibili da parte di uno stato che voglia dirsi tale.

    Il mio amico – più grande di me e senz’altro più esperto di me – ha risposto: Paolo, scusa ma di che ti meravigli? Caro ragazzo, si vede che sei ancora giovane e ingenuo…. Ancora devi capire a fondo il sistema…
    Guarda l’articolo 2621 del codice civile. Punisce con una pena FINO a due anni di reclusione chi commette reato di falso in bilancio (cioè in teoria potrebbe essere anche punito con un giorno). E considera in ogni caso non punibile tale reato, se la somma rubata non supera il dieci per cento. Che è come dire: Se tu hai una società con un capitale di 1000 milioni di euro, puoi rubare fino a 100 milioni. Se la somma è superiore però stai attento, cattivello, perché ti potremmo anche punire (se non scatta la prescrizione) con una pena terribile di qualche giorno di reclusione con la condizionale.

    Io mi sono arrabbiato e gli ho detto: “ma scusa che c’entra questa norma? Sto parlando di un’altra cosa”.

    Fammi finire giovane ed irruento ragazzo… – ha detto il mio amico – Ora vai a guardare la norma che punisce il furto. Per l’articolo 624 bis chi è entrato in casa tua e ti ha rubato qualche tempo fa il videoregistratore con tutti i dvd di Allie McBeal si becca almeno un anno, e fino a sei anni. Mentre quello che ti ha rubato il portafoglio dalla tasca, essendo furto con destrezza, si beccherà almeno un anno, anche se nel portafoglio non c’era nulla, tranne una tessera bancomat che hai bloccato qualche minuto dopo.

    Insomma, rubare 100 milioni di euro non è reato. Rubarti la collezione di DVD o un portafoglio vuoto lo è sicuramente.

    Bene, il criterio è lo stesso. Il comune che deve dare in appalto un porto turistico deve seguire certe regole precise, e questo è giusto. Se lo stato deve affidare a privati il servizio di emissione della moneta e il controllo dei mercati bancari, lo fa a chi gli pare, dandolo senza nessun controllo. ”
    (… arriva alle conclusioni… dice che siccome già il parlamento decide sulla propria composizione, con i noti risultati di parlamentari condannati in via definitiva e pensionati dopo 2 anni e 1/2, fa una proposta)
    “Per gli enti pubblici, dovrebbe valere una regola analoga a quella della Banca d’Italia. Totale indipendenza.
    Quanto ai cittadini, si potrebbe abolire la galera, e abolire i controlli di polizia sui cittadini, dando a ciascuno il “potere di autolimitarsi”.
    Lo stato risparmierebbe miliardi. I poliziotti non rischierebbero più la vita sulle strade. E i cittadini sarebbero maggiormente responsabilizzati nella vita pubblica.
    Per i casi più complessi, come quelli di mafia, in cui c’è il sospetto che il cittadino colpevole di un reato non prenda con troppa imparzialità la decisione di autoarrestarsi è quanto meno opportuno inserire un piccolo correttivo: per l’arresto, occorrerà il parere vincolante della famiglia dell’arrestando, ove l’imparzialità della decisione sarà assicurata dalla collegialità della pronuncia. ”
    va meglio?😉



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