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La fiera.

agosto 28, 2007

La fiera. Borse, borsette, tappeti, tappetini per il bagno, jeans, padelle, dolci, il porchettaro, orecchini, braghette da calcio e magliette “originali”, bonghi e maschere da muro, libri (immancabile “La pesca nel lago”, 3€, o il manuale sullo yoga), binocoli, orologi da muro e canne da pesca. Ed etnie, quante: al giorno d’oggi, cingalesi, cinesi, veneti, marocchini, senegalesi. Stavo camminando in questa distesa di ombrelloni, sotto i quali i più organizzati possono sfoggiare persino una macchina per cuocere il riso e bacchette per tutti, quando mi sono trovato a pensare che senso abbia, al giorno d’oggi, una cosa come questa, dove i calzini di spugna stanno in fianco a chi vende orecchini o altre amenità new-age, con la merce che urla “costo quel che duro”: 5 € due giorni, 15€ tre lavaggi… E mi sono ricordato di quando mio nonno mi portava ragazzino alle fiere d’agosto in montagna: stessa storia, stessa atmosfera, giusto con quel filino di consapevolezza e cinismo in meno. E quanto gli dava sulla voce mia nonna con quei suoi acquisti che portava fieramente a casa e che lei non poteva sopportare, perchè inutili o troppo costosi. Ricordo come se fosse adesso quell’attrezzo magico per fare le verdure alla julienne, di plastica gialla con il coso per non tagliarsi le mani fatto a cipolla, con lo stantuffo che scendeva man mano che la verdura perdeva di volume, di plastica anch’esso, ma marrone. E com’era tagliente quella lama…a passarci le patate senza la protezione, ogni volta era un brivido quando si inceppava e le dita passavano vicino vicino. Ecco, quel coso – proprio lui, ma bordeaux, e proprio mentre stavo ripensando con amore al mio nonno – l’ho visto! Lo fanno ancora, e la bancarella era un tripudio di verdure alla julienne…secondo me, si vende ancora bene!

Comunque, qui, a Conselve, per non farsi mancare niente, c’hanno pure il banchetto di Scientology. A Tambre, allora, non c’era, e non nascondo che non ne sentivo bisogno alcuno…

3 commenti

  1. l’aggeggio della foto io ce l’ho arancione. fichissimo.
    piacevolissima lettura, anche del post precedente. mi hai messo un pò di allegria caro mino.


  2. Altro che la Madeleine di Marcel, w l’attrezzo magico per le verdure alla julienne! In ogni caso io vengo letteralmente catturato dai banchetti con i libri più improbabili, roba illeggibile che si trova solo in queste fiere… mamma mia soldi che ci lascio in ‘sti posti: è più forte di me, non riesco a resistere!


  3. io stesso, malgrado questo atteggiamento sprezzante ostentato nel post, mi sono imposto di non fermarmi, di non toccare, di non prendere in mano, di non fare regali alla marghe che poi mi sputa addosso, di non leggere davvero che titoli c’erano a 3 e a 5 euro.
    tre secondi dopo stavo ciucciando uno di quei lunghi fili dolci bianchi e rosa, felice come un bambino…



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