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un piccolo controsenso-roba di rugby

settembre 15, 2007

Leggo oggi sui giornali dei mondiali di rugby. Anzi no, ne leggo su internet, visto che quotidiani nazionali tipo il corriere dedica a Sudafrica – inghilterra un box grande poco più di quello per chievo.modena sfida al vertice in serie B…
Ora, a prescindere dalle mazzate che ha preso l’inghilterra, campione uscente (un ottimo 36 a 0), e a prescindere dal fatto che il 76-14 dell’italia contro la nuova Zelanda è situazione ben peggiore, e sulla quale non voglio entrare visto che mi fa ancora male il cuore a pensarci, premesso che della partita dell’italia con la romania condivido il giudizio della gazzetta, la notizia di oggi è la polemica nata in Francia e che riguarda la nazionale della Marsigliese.

RESISTENZA – Sulla stampa tengono banco le polemiche. L’ultima è di oggi. Laporte, prima di giocare con l’Argentina, ha fatto leggere ai suoi giocatori la lettera scritta sul punto di morte da Guy Moquet, partigiano comunista martire, fucilato a 16 anni dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, divenuto simbolo della resistenza francese. Sarkozy lo aveva riciclato in campagna elettorale, annunciando che il 22 ottobre la famosa lettera sarà letta in tutte le aule francesi.
POLEMICA – Laporte, amico intimo del Presidente, sperava così di motivare i suoi uomini e forse di rendere un omaggio a Sarkò. Gli è andata male. “Me l’hanno fatta leggere davanti a tutti – spiega oggi il pilone Clement Poitrenaud – ma io non mi ci identifico per niente. Un conto è una partita di rugby, altra cosa è morire per la Patria. Ne siamo tutti coscienti”.

io veramente non capisco. anche perchè la lettera del povero Guy Moquet (qui nel testo originale) davvero non mi sembra adatta a stimolare qualcuno, a dare la carica, a placcare più forte e più duro. Il testo della lettera, straziante come lo può essere pensare di dover morire a 17 anni per mano di un esercito occupante, in realtà è un ultimo saluto ai propri cari, di una semplicità disarmante. ma ancora, non c’entra con una partita di rugby, che per quanto sport di combattimento, di difesa del territorio non è in ogni caso una guerra. è un gioco, bellissimo sia chiaro, ma un gioco. E di scomodare i morti non mi sembra il caso.
e voi, che ne pensate?

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