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fun home e la ruota della vita

novembre 5, 2007

da questo grigio lunedì di novembre, vi racconto di un libro che ho regalato alla marghe (e che ho finito prima di lei) che mi ha piacevolmente colpito. Fun Home è l’autobiografia a fumetti di una disegnatrice di fumetti, scritto come si scrive un libro ma con la forza delle immagini; un percorso di consapevolezza sul rapporto con la propria famiglia (e il padre, in particolare) che sa penetrare i segreti di una crescita. Bello, molto.
Di questi tempi, spesso mi sento dire che gestire i rapporti con i propri genitori è proprio segno dell’essere diventati adulti. Lo credo anch’io, anche se purtroppo mi vedo incapace di governare come vorrei i rapporti con chi mi ha generato. E un pezzo di
grigiore di questa giornata arriva, vuoi o non vuoi, da una semplice “commissione” che mi hanno dato proprio loro: redigere un ricorso per separazione consensuale. la loro.

Ma il fatto che i miei decidano di separarsi pochi mesi dopo avergli comunicato la mia intenzione di sposarmi lo vedo ironico solo io? e non trovate che ci sia dell’assurdo nel fatto che non si rivolgeranno ad alcun avvocato per la redazione del ricorso, ma che lo facciano fare a me, come potrebbero farmi portare i vestiti in lavanderia o comprare un accessorio per il computer, e con la stessa leggerezza? Poi uno dice che deve andare in terapia per cose così e mi sa che c’ha ragione.

o sennò potrei andare a spellarmi le ginocchia giocando a bike polo… in inghilterra va di nuovo di moda (dopo un exploit chic neglii anni ’30 del ventesimo secolo), chissà se qui succederà lo stesso… siamo molto molto distanti, ho idea, ma qualcosa cambierà se al bycicle film festival proiettano un corto su uno degli eventi di strada più importanti del genere. Comunque, personalissimamente mi guardo ancora dalla ruota fissa, almeno per il momento… ma l’idea non mi dispiace…

2 commenti

  1. Ma va la…. ritieniti fortunato che poteva anche andarti peggio; sono venuti da te e non da qualcun altro (sai che smacco, dimostrano della fiducia nei tuoi confronti, oddio, in effetti c’è del grottesco); come dì che i panni sporchi se lavano in famiglia (:)); inoltre hanno anche trovato un modo carino per fartelo sapere :)!!!

    Comunque te ghe trent’anni e una vita davanti, vedi di imparare anche da questo, che c’è di peggio nella vita…

    e magari col tempo chissà che le cose non si sistemino anche tra i tuoi…

    I hope so…


  2. guarda, alla fin fine hai anche ragione, ma in queste occasioni ti scatta – indipendentemente dal tuo volere – un qualcosa che è assolutamente parte dell’essere figlio: il pensare che si separino (anche se ho 31 anni e sono grande) non è bello (se vuoi anche solo per la fatica di dover dire le cose due volte non potendo contare in un loro passaparola, o sapere che non si aiuteranno tra di loro proprio ora chestanno diventando vecchi) nè stiamo qui a raccontarci che le cose si sistemino (dato che l’unico punto in comune che hanno è la mia vita, e sinceramente non devono più crescermi). Da tutto questo, visto che hanno deciso così, scatta il non volere esserci nel momento in cui andranno in aula dal presidente del tribunale. E’ una cosa che io non ho chiesto, e che non ho intenzione di vedere succedere.

    Poi certo, si cerca di imparare da tutto e anche questo qualcosa spero mi insegnerà.



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