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perchè talvolta anche

marzo 7, 2008

bucknasty ha ragione. e parla di ferrara e di juno, che ora legioni di fedeli hanno già adottato come film pro-moratoria…

Occorre dargli comunque atto che della storia dei 3 aborti è particolarmente cosciente e non cerca di nasconderlo: dopo aver impugnato il compasso morale per dare contro alla donna di Napoli rea di aver abortito, e accusandola di essere una assassina che pratica l’eugenetica come i nazisti, ha disegnato la rotta per colpire duramente i suoi 3 peccati — non risparmiando sè stesso — definendoli “una mascalzonata”. Deve essere uno di quei compassi che ti permettono di navigare fino ad un certo punto, perchè poi la terra è piatta.

cliccate sopra e leggetevelo tutti.

2 commenti

  1. uhm. tema delicato. Juno sembra proprio un bel film e sono curioso di andarlo a vedere (qualcosa mi dice che in Italia sbancherà al botteghino :D). il fatto è che in Italia si strumentalizza tutto e Juno non fa eccezione. L’impressione è che non si tratti di un film a favore o contro qualcosa (come ha scritto, secondo me stupidamente, Natalia Aspesi su Repubblica venerdì), è “soltanto” un film che parla di una scelta personale. Punto. Poi s’inserisce in un momento delicato visto che Ferrara si è inventato ‘sta storia della moratoria sull’aborto.
    Anche qui ci sarebbe da discutere un bel po’ ma in Italia è impossibile, soprattutto su questi temi, dato che l’ideologia è troppo forte in entrambi gli schieramenti. La mia impressione è che Ferrara abbia lanciato una provocazione sul piano filosofico (e qui secondo me la cosa ci può stare) ma che poi, inevitabilmente, si sia ritrovato contro uno tsunami che ha spostato la polemica sul piano pratico. E qui Ferrara ha toppato: invece di proseguire sul livello iniziale ha risposto sul piano pratico mandando tutto a puttane. Ma da un narciso provocatore come lui non ci si poteva aspettare altro.
    Poi credo che siamo tutti d’accordo sull’impossibilità di una società moderna priva di legge 194, ma credo che sia impossibile anche affrontare una discussione sull’aborto, qualunque essa sia e qualunque siano i presupposti. E, attenzione, qui non si parla di laicità o religiosità o influenza del Vaticano, si tratta di una società sufficientemente matura per poter affrontare determinate discussioni. Insomma, è un casino (e scusa per il commento un filino prolisso che, tra l’altro, non ho nemmeno riletto…)


  2. il tema è ovviamente delicatissimo, ma attuale. condivido la tua idea della provocazione che nasce filosofica (anche se credo che di fondo si tratti di una compensazione per i tre aborti che hanno costellato la sua vita e che -idea mia- l’hanno segnata solo ora, con enormi rimorsi), ma sinceramente credo che a metà strada – o anche prima – si sia infatuato del discorso religioso e abbia trovato dopo craxi e berlusconi un nuovo personaggio da servire e riverire, solo che stavolta non ha la cittadinanza italiana…



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